Redazione / Approfondimento

Un bis di certificati difensivi targati Marex

L’ultimo arrivato sulla scena dei prodotti strutturati in Italia offre due prodotti dal rischio limitato, con un interessante rendimento potenziale (9,36% p.a.).

Articolo del 20/06/2022 a cura della Redazione

L’entrata di Marex sul mercato italiano dei prodotti strutturati non può essere di certo passata inosservata tra gli habitué del mondo dei certificati, considerando l’elevata fattura delle prime soluzioni strutturate dall’istituzione finanziaria in queste settimane. Ma questa non può di certo essere ritenuta una sorpresa, almeno per i più attenti osservatori del settore, in ragione del team altamente specializzato che cura ogni aspetto delle idee di investimento create da Marex, a partire da Antonio Manfrè e Carlo Ceriani, che possono vantare un’esperienza da strutturatori di quasi 9 anni in Exane Derivatives.

Per chi invece ancora non ne avesse sentito parlare, Marex Financial è un emittente di prodotti strutturati che opera attraverso Marex Financial Products, brand di Marex Solutions, parte del gruppo Marex, una delle principali società di materie prime e liquidity hub globale che opera attraverso 22 uffici in tutto il mondo, con oltre 1.100 dipendenti in Europa, Nord America ed Asia. Marex è una banca d'investimento digitale, che sfrutta la tecnologia per automatizzare l'intero processo di emissione e il ciclo di vita del prodotto, offrendo grazie a ciò un pricing altamente competitivo.

Come per ogni nuovo emittente che si affaccia sul mercato dei certificati, una tra le principali caratteristiche che interessa ogni potenziale investitore è sicuramente la solidità in termini patrimoniali, strettamente legata alla capacità di rimborsare puntualmente il capitale a scadenza e di corrispondere regolarmente il flusso di premi previsto. In questi termini, nonostante Marex Financial non abbia (al momento) lo stesso blasone di altri noti emittenti bancari, possiamo osservare come le metriche patrimoniali del gruppo siano pienamente soddisfacenti, con un CET1 ratio che si attesta al di sopra del 20% (il requisito minimo dettato dal Comitato di Basilea è pari al 7%), testimoniato anche dal giudizio BBB (investment grade) assegnato da S&P Global Rating.

Tra prodotti di recentissima emissione di Marex, volendo fare un focus su sottostanti difensivi e poco volatili, troviamo due Phoenix Memory Step Down; il primo (ISIN: IT0006751108) è scritto sul sottostante Enel, prevedendo un flusso condizionato di premi dotati di effetto memoria (trigger premio posto in corrispondenza del 60% dello strike price) pari allo 0,713% mensile. La durata del prodotto è di 3 anni, con la possibilità, a partire dalla data di rilevazione del 12 dicembre 2022 e per le successive date a cadenza mensile, di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 1.000 euro, qualora il titolo rilevi al di sopra del 100% dello strike (il trigger autocallable decresce poi del 5% ogni semestre). Nel caso in cui si arrivi alla data di osservazione finale del 10 giugno 2025, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale, oltre ad un ultimo premio dello 0,713%, qualora Enel non perda un ulteriore 40% circa dalla quotazione corrente. Al di sotto del livello barriera il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo.

Fonte CedLab

La seconda idea di investimento, particolarmente difensiva in virtù della presenza dell’effetto airbag, è invece rappresentata dal certificato con ISIN IT0006751116; il prodotto è scritto su un basket worst-of composto da tre titoli appartenenti al comparto assicurativo (Zurich, Generali, Allianz) e prevede il pagamento di premi trimestrali condizionati a memoria del 2,075% (trigger premio posto in corrispondenza del 65% dei rispettivi strike price). Il prodotto ha una durata massima pari a 4 anni, con possibilità di rimborso anticipato già dalla seconda data di rilevamento (12 dicembre 2022) e per le successive date a cadenza trimestrale (il trigger autocallable decresce del 2% ogni trimestre). Come accennato, l’effetto airbag consente di attutire in maniera molto significativa le perdite nel caso in cui il sottostante peggiore (attualmente Zurich) dovesse rilevare, a scadenza, al di sotto del livello barriera, posto ad un -33% rispetto alle attuali quotazioni del titolo.

Entrambi i certificati sono acquistabili ad un prezzo lettera leggermente al di sotto della parità, con un rendimento complessivo ottenibile dall’investitore pari in ambo i casi al 9,36% su base annua, in caso di mantenimento della barriera a scadenza.

Fonte CedLab