Redazione / Approfondimento

Due certificati dallí1% mensile su singoli titoli bancari

Una nuova tipologia di struttura targata Leonteq dall’interessante rapporto rischio-rendimento

Articolo del 06/06/2022 a cura della redazione

La psicologia degli investitori durante le fasi di ribasso pronunciato può essere sostanzialmente riassunta in due macro-categorie: vi sono i risparmiatori più prudenti i quali, timorosi per le mutate condizioni di mercato si “chiudono a riccio”, ricercando soluzioni il più possibile difensive, e vi sono poi coloro che, invogliati dalle opportunità di acquisto, cercano di trarne il maggior vantaggio possibile, anche prendendosi qualche rischio in più, legato ad ulteriori possibili discese prima del tanto atteso rimbalzo. I nuovi certificati Leverage Autocallable emessi da Leonteq rappresentano un ottimo compromesso tra la ricerca del rendimento e la protezione del capitale, rientrando comunque nella categoria dei certificati a capitale condizionatamente protetto, così come definito da Acepi, l’Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento, associazione nata con lo scopo di promuovere l’interesse e la conoscenza nei confronti dei certificati e prodotti di investimento presso i risparmiatori e di favorire lo sviluppo di mercati (primario o secondario) efficienti e trasparenti per tali prodotti.

Tra i certificati più interessanti compresi in questa tipologia troviamo due prodotti aventi come unico sottostante i due maggiori istituti bancari italiani, Intesa Sanpaolo ed Unicredit (rispettivamente con ISIN: CH1174364880 e CH1174364898). Come già accennato, lo strutturatore è riuscito a sfruttare al massimo il periodo di accentuata volatilità vissuto dai due titoli ma, anziché ricercare la protezione “a tutti i costi”, ha preferito ricavare in entrambi i casi un premio mensile a memoria dello 0,5%, che verrà però calcolato sul valore di riferimento (1000 euro), e non sul valore nominale di un singolo certificato (500 euro), risultando così in una cedola mensile pari all’1% del nominale, la quale, ottenuta su un singolo titolo bancario, rappresenta certamente una cedola significativa.

Il rischio connesso a questi strumenti è rappresentato dal potenziale rimborso finale pari a zero nel caso in cui, a scadenza, i sottostanti rilevino al di sotto dei rispettivi livelli barriera. Precisamente, per il CH1174364880, la barriera per Intesa Sanpaolo è posta a quota 1,257 euro (buffer barriera attuale pari al 37% circa), al di sotto del 25% circa rispetto ai minimi toccati durante l’invasione russa ed al di sotto persino dei minimi raggiunti durante il periodo pandemico; per il CH1174364898 la distanza dal knock-out (fissato a 5,9556 euro) è peraltro ancora maggiore (circa il 45% dai livelli attuali), inferiore del 23% circa rispetto ai recenti minimi del titolo, poi rimbalzato con vigore, ed al di sotto anche dei minimi assoluti toccati da Unicredit durante il 2020.

Il certificato CH1174364880 è acquistabile sul Cert-X ad un prezzo lettera pari a 503 euro circa, per un rendimento potenziale a scadenza pari al 34% circa (11,9% a/a); anche il CH1174364898 è acquistabile sullo stesso mercato al prezzo ask pari a 511 euro circa, per un rendimento potenziale a scadenza pari al 32% circa (11,2% a/a). Entrambi i prodotti prevedono la possibilità di rimborso anticipato del valore nominale a partire dalla data di rilevamento del 4 ottobre 2022 (e per le successive date a cadenza mensile), qualora i sottostanti chiudano al di sopra del trigger autocallable posto in corrispondenza del 100% dei rispettivi strike (il trigger è decrescente del 5% ogni anno).