Redazione / Approfondimento

IL NODO DELL'INFLAZIONE

I mercati sono imbrigliati dall’inflazione e alternano gli acquisti su titoli value e growth. Gli occhi sono puntati sulle prossime mosse delle Banche centrali.

Articolo del 04/07/2021 a cura della redazione

Dopo il lungo stop imposto dai lockdown globali, le economie provano a ripartire aiutate dagli stimoli messi in campo di concerto dalle Banche centrali e dai governi. Tra le misure straordinarie, una delle più importanti è stata la riduzione del costo del denaro che ha consentito a tutto il sistema di risparmiare risorse sul fronte degli indebitamenti. Tuttavia, le Banche centrali si trovano ora a dover fare dell’equilibrismo tra ulteriori misure di iniezione di liquidità e un ritocco al rialzo dei tassi per contenere le aspettative inflazionistiche che iniziano a spaventare i mercati dopo gli ultimi dati macroeconomici.

Tra gli effetti che la pandemia ha creato, bloccando alcuni dei meccanismi più rodati c’è ad esempio quello che riguarda le materie prime: in questo momento infatti a fronte di un’impennata della domanda, i prezzi delle commodities, causa anche una scarsa disponibilità, stanno salendo vertiginosamente di prezzo generando attese di inflazione.

In primis il petrolio che dopo gli eccezionali eventi di maggio 2020, dove ricordiamo il future in scadenza registrò prezzi per la prima volta nella storia negativi, molto velocemente ha recuperato e superato i livelli pre-pandemia, ma anche l’alluminio, acciaio e rame che da luglio dello scorso anno hanno raddoppiato il loro valore facendo segnare i prezzi più alti di sempre. Un mix di fattori che da una parte costringe le aziende ad avere necessità di maggiori risorse finanziarie e dall’altra ad aumentare i prezzi dei beni. Immediato è di conseguenza il riflesso su tutta la filiera dei prezzi e soprattutto sull’inflazione come mostra, ad esempio per l’economia italiana, anche l’indice Italy CPI FOI Ex Tobacco Unrevised balzato sui massimi di periodo.

Tornando negli Stati Uniti, nell’ultima riunione la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati ma alzando le stime sull’inflazione, al 3,4% nel 2021, ha aperto per la prima volta a un aumento del costo del denaro entro il 2023 ( sono stati ipotizzati fino a due aumenti) . A conferma di questo il differenziale tra Il Treasury Note a dieci anni e quello a due anni, il parametro che definisce la pendenza della curva dei tassi d’interesse, dopo aver toccato in marzo un massimo di periodo intorno ai 160 punti base nelle ultime settimane è sceso di circa 40 punti base anticipando proprio un futuro rialzo dei tassi di interesse.

Al momento sui mercati azionari, tranne qualche piccola fiammata, non si sono verificate variazioni di rilevo, ma è lecito attendersi un aumento del nervosismo nei prossimi mesi soprattutto se dovessero continuare i ritardi degli approvvigionamenti delle materie prime e il conseguente rialzo dei prezzi.

Nei momenti di incertezza il segmento dei certificati può essere di aiuto proprio grazie alla sua flessibilità. In particolare, tra le nuove tendenze del momento spiccano i Cash Collect Decreasing Coupon, ovvero certificati a capitale protetto condizionato, che si caratterizzano per un meccanismo agevolato della verifica delle condizioni per il pagamento periodico dei coupon. Tra gli ultimi certificati in tema arrivati sul mercato, si segnala ad esempio un’emissione di Vontobel (DE000VQ8A2F3) che prevede che il premio del 3,23% trimestrale con effetto memoria venga pagato agli investitori a fronte di una rilevazione non inferiore al 50% dei rispettivi strike iniziali dei titoli che compongono il basket, alla prima data di osservazione, e successivamente a un livello  sempre più basso, fino a giungere al 15% dell’ultima data che coincide con la scadenza. Sfruttando tale meccanismo, tutti i premi previsti verranno pagati anche in caso di ribasso dell’85% da parte dei titoli del paniere sottostante. Oltre ai certificati investment, per chi invece vuole strutturare delle coperture di portafoglio o sfruttare eventualmente un’impennata della volatilità, il segmento leverage offre un gran numero di strumenti. Un’ampia gamma che si è completata nel corso degli ultimi 2 anni con i Turbo 24 offerti in negoziazione su Spectrum Markets che hanno la particolarità di essere negoziati 24 ore al giorno, per cinque giorni alla settimana. Un’innovazione che si è potuta apprezzare in particolar modo nel periodo più caldo del 2020, ovvero nel trimestre marzo-maggio, dove l’esplosione della volatilità e i repentini cambi di direzione richiedevano interventi anche al di fuori dei normali orari di negoziazione.