Redazione / Approfondimento

CERTIFICATES, L'EVOLUZIONE CONTINUA

Cresce senza sosta il segmento dei certificati. Investitori e consulenti li utilizzano per ottimizzare la fiscalità e diversificare i portafogli.

Articolo del 31/05/2021 a cura della redazione

I Certificati continuano a scalare posizioni nella piramide degli asset di investimento. Flessibilità, facilità di negoziazione, duttilità ed efficienza fiscale sono gli elementi chiave che stanno attirando un numero sempre maggiore di investitori e operatori finanziari, desiderosi di diversificare e ottimizzare al meglio i propri portafogli.

Un fenomeno riscontrabile anche con il numero delle nuove emissioni, passate da 510 del 2010 a 4417 del 2020 e l’evoluzione sia a livello di strutture che di sottostanti su cui è possibile investire. Partendo proprio da quest’ultimo aspetto, oggi è possibile diversificare su oltre un migliaio tra indici, titoli azionari, valute e materie prime con strumenti a facoltà Investment o Leverage; in particolar modo nel corso dell’ultimo anno sia gli investitori che gli operatori hanno potuto apprezzare la velocità con cui l’industria ha recepito le nuove esigenze e tendenze mettendo a disposizione in brevissimo tempo nuovi sottostanti. È il caso dei titoli farmaceutici come Moderna e BionTech oppure dei titoli del settore del turismo con AirBnb, Carnival e TUI o ancora, più di attualità, di Coinbase coperta dal segmento a distanza di pochi giorni dall’esordio sul mercato americano.

Anche sul fronte degli intermediari, cresce l’interesse e stanno nascendo i primi progetti dedicati al segmento dei certificati con la possibilità offerta ai consulenti di interfacciarsi direttamente con gli emittenti per richiedere la costruzione di strategie su misura. In questo ambito, al fine di consentire ai consulenti di acquisire una preparazione sempre più avanzata, gli stessi intermediari mettono a disposizione degli investitori e operatori, tool e informazioni utili con la programmazione periodica di eventi di formazione, nonché degli hub dedicati alla selezione degli strumenti. Proprio ai consulenti sembra peraltro guardare l’offerta degli emittenti: nell’ultimo periodo si stanno moltiplicando le emissioni di tipo Benchmark, anche nella versione Open End senza scadenza, che si affiancano proprio ai Fondi Comuni di Investimento e agli ETF ma con una fiscalità più efficiente. Oltre ai temi più classici, questi certificati hanno permesso prima di altri, proprio per la facilità di emissione, di puntare su temi di tendenza come il 5G, sul settore dell’Idrogeno o ancora sulla robotica consentendo di ampliare l’orizzonte di diversificazione dei portafogli. 

Un fenomeno questo che non coinvolge solo l’Italia, che come mostrano i dati trimestrali di EUSIPA (European Structured Investment Products Association) è protagonista insieme a Germania e Svizzera, con volumi in crescita.

Spectrum Markets

Un quadro di come sta crescendo l’interesse verso questo segmento lo fornisce Spectrum Markets, mercato pan-europeo dei certificati, con numeri in veloce ascesa. Nel primo trimestre i volumi hanno toccato un nuovo massimo con 207 milioni di certificati scambiati equivalenti ad un incremento del 22% rispetto ai tre mesi precedenti.

A confronto con il medesimo trimestre 2020, l’aumento è stato del 245%. Su Spectrum Markets sono negoziati i Turbo24 di IG Markets, certificati di tipo leverage che hanno rappresentato un’innovazione per il segmento con la possibilità di poterli scambiare anche al di fuori dei normali orari di negoziazione, ovvero quando i mercati di riferimento sono chiusi.

Tra le nuove iniziative di Spectrum Markets, in scia proprio alla crescita del mercato, il lancio dello Spectrum European Retail Investor Index (SERIXTM), un indice che utilizza i dati di trading registrati dalla borsa pan-europea e misura il sentiment degli investitori sugli attuali sviluppi dei mercati finanziari. Con questo indice sarà possibile comprendere non solo quali sono i sottostanti che interessano agli investitori individuali, ma anche quale sia la percezione dei mercati, ovvero le aspettative sull’andamento futuro.

Nel mese di aprile i tre sottostanti più popolari sono stati il Dax, l’OMX30 e lo S&P 500 con aspettative alterne: in particolare, gli investitori hanno privilegiato una view positiva per l’indice tedesco, con l’indice passato ai 101 punti, rispetto ai 97 di febbraio e ai 93 di marzo. Negativa, invece, la visione per l’indice svedese e per quello americano con quest’ultimo che tocca il livello di sentiment più basso da agosto 2020 a 90 punti.

Per quanto riguarda l’indice italiano, gli investitori puntano al rialzo con il SERIXTM salito a 106 punti dai 91 di marzo.

Questi sono tutti segnali forti del cambiamento che sta avvenendo nel mercato, dove la voce e i bisogni degli investitori individuali stanno diventando sempre più rilevanti. Troppo per essere lasciati da parte.