Redazione / Approfondimento

PALLADIUM, IL PAYOFF CHE AMA LA VOLATILIT└ E LE BASSE CORRELAZIONI

Come guadagnare dall’alta volatilità e bassa correlazione. L’interessante novità del Palladium Warrant, lo strumento che sovverte le regole del gioco

Articolo del 14/06/2021 a cura della redazione

E’ firmata Natixis una delle ultime novità quotate sul Sedex di Borsa Italiana nel segmento dei warrant che per la sua atipicità può ritagliarsi un adeguato spazio all’interno di portafogli diversificati, anche per contenere e smussare determinate sensibilità proprie dei certificati di investimento. Come noto, quando ci si muove all’interno del panorama dei certificati a capitale protetto condizionato con sottostanti basket worst of, ovvero oltre la metà delle emissioni in circolazione, ci si espone a due variabili specifiche di questa categoria di prodotti: la volatilità e la correlazione tra i componenti del basket. L’andamento di mercato degli ultimi 14 mesi ci ha più volte insegnato come la volatilità effettui una traiettoria inversamente proporzionale a quella dei prezzi dei certificati con barriera: più questa è elevata, maggiore e più rapido sarà il deprezzamento dei certificati – per la combinazione tra aumento delle probabilità di knock out delle barriera e discesa dei sottostanti – e viceversa minore è la volatilità e più i prezzi tenderanno ad aumentare. Per tale motivo i certificati con barriera vengono definiti “vega negativi”, ossia risentono negativamente dell’incremento della volatilità. La seconda variabile che incide sulla dinamica dei prezzi è quella della correlazione tra i componenti di un basket : la quasi totalità dei certificati in circolazione è dotata di un basket di tipo “worst of”, in cui comanda di fatto sempre il titolo con la performance peggiore, e per misurare il rischio si fa per l’appunto riferimento al filo che lega i vari titoli o indici presenti nel basket multi sottostante. L’indice che misura la relazione tra questi si definisce “indice di correlazione” e più questo restituisce valori alti, prossimi a 1, e più la coppia di titoli o indici che si sta analizzando tenderà ad avere un comportamento omogeneo; viceversa, per valori prossimi allo 0 si potrà definire l’andamento dei due titoli assolutamente casuale e slegato da qualsiasi correlazione. In un basket di tipo worst of, la bassa correlazione tende a far diminuire i prezzi per il maggiore rischio che uno dei componenti scivoli al di sotto della barriera, vanificando il buon andamento degli altri, viceversa l’alta correlazione tende a farli apprezzare.

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo assistito dapprima a un drammatico rialzo della volatilità, in corrispondenza del crollo dei mercati a fine febbraio 2020 e a un aumento generalizzato della correlazione ( tutto va male, tutto viene venduto). Dai minimi di marzo 2020 tuttavia il recupero è stato vigoroso e oggi ci si trova a fare i conti con una volatilità che è tornata ai valori pre-Covid e a una correlazione che ha iniziato a disperdersi maggiormente. In questo contesto si colloca la novità di Natixis, che di fatto sovverte le regole del gioco e permette di guadagnare da un eventuale ritorno della volatilità e dalla perdita di correlazione.   

Lo strumento finanziario atipico è denominato Palladium Warrant (Isin LU1828505609) e in considerazione delle sue caratteristiche, consente una più efficiente gestione dei rischi sopra descritti. Rappresenta quindi un prodotto calmierante dei rischi tipici legati ai certificati a capitale protetto condizionato strutturati in basket worst of.

Più nel dettaglio il warrant consente di puntare ad una performance basata sulla dispersione dei rendimenti di un paniere sottostante, dove per dispersione si intende la somma in valore assoluto di ogni performance finale del sottostante sottratta la performance media del basket, divisa per 20 ovvero il numero dei sottostanti di riferimento. Se questo valore è uguale o superiore al 28%, il certificato corrisponderà un importo pari al prodotto della dispersione meno 28% e il nozionale del warrant (1000 euro. In ogni caso tale importo non potrà mai essere inferiore a zero o superiore a 600 euro. Praticamente più è alta la dispersione e più il warrant pagherà a scadenza. Si ipotizzi per il paniere di 20 titoli una performance media del 10%  e che il titolo A abbia realizzato un rialzo del 14%, il titolo B del 17%, il titolo C del 8% e cosi via per una media dei differenziali in valore assoluto tra la performance singola finale e la media delle performance dei 20 titoli, pari al 35%. Numeri alla mano, si dovrà conteggiare l’extra dispersione dal 28% pertanto pari al 7%. Moltiplicando questo valore per il nominale si ricava un teorico valore a scadenza di 70 euro contro una quotazione attuale del certificato di 46 euro circa.

Per valori di dispersione più vicini al 28% si tenderà ad assottigliare fino a tendere a zero il rimborso.

Tra i sottostanti del paniere molto variegato troviamo Credit Agricole e Adidas, Eon, Fresenius, Swatch, Rwe, Orange, Vodafone, British American Tobacco, per arrivare in America con Starbucks, Microsoft, Gilead, Amazon e Adobe. Durata del warrant biennale, con prezzo di emissione 47,50 euro.