Redazione / Approfondimento

INFLAZIONE, COME GESTIRLA

EFG lancia due Warrant legati all’Inflazione Europea, per difendere il portafoglio dall’aumento dei prezzi al consumo

Articolo del 20/09/2021 a cura della redazione

Uno dei driver di mercato per il 2021 è certamente l’inflazione. La ripresa economica va a braccetto con l’aumento dei prezzi, il che influenza ovviamente anche l’azione dei policy maker europei e Americani con indubbi riflessi anche sul mercato azionario. Una serie di reazioni a catena che il mercato, in realtà, sta ad oggi scontando solo in parte.

In America l’inflazione ha visto il primo dato in calo da oltre 6-7 mesi, ma la reazione sui mercati non si è vista presumibilmente perché il dato in calo è stato imputato ad un calo della domanda per tutti quei settori appartenenti al “reopening” che stanno soffrendo l’aumento dei contagi da Covid-19.

In Europa l’inflazione così alta ha creato notevoli preoccupazioni nel board della BCE con Lagarde costretta a mediare tra la rigidità tedesca e gli altri Stati che più soffrirebbero di un cambio di rotta della politica monetaria.

Guardando proprio in Europa l’inflazione è salita sui massimi di periodo. Prendendo a riferimento l’indice più rappresentativo dell’aumento dei prezzi al consumo dell’Area Euro (HICP ex Tobacco) da -0,4% di dicembre 2020, l’indice è arrivato a segnare il 3% su base annua. Stesso rialzo anche sul dato tendenziale con l’indice attualmente scambiato a quota 107,54 punti.

Fonte Bloomberg

Gestione del Portafoglio

In ottica di gestione di portafoglio si potrebbero adottare due distinte strategie: da un lato puntare su quei settori più sensibili ad un aumento dell’inflazione, dall’altro a dei prodotti agganciati proprio all’aumento dei prezzi al consumo.

Su quest’ultimo punto, una interessante novità proviene da EFG International che tramite Leonteq ha portato recentemente al Sedex due nuovi strumenti, denominati “warrant” legati alle performance dell’indice Eurozone Harmonised Indices of Consumer Prices ex Tobacco Index, che rappresenta l’inflazione area euro.

I due prodotti danno la possibilità all’investitore di coprirsi da un aumento dell’inflazione e sono strutturati come segue:

 

  • CH0518370066: Strike 100% (i.e. livello di strike pari a 107.26): a scadenza l’investitore riceverà il livello di inflazione annuale capitalizzata sui due anni.
  • CH0518370074: Strike 104.45% (i.e. livello di strike pari a 112.03135): a scadenza l’investitore riceverà l’aumento dell’inflazione annuale capitalizzata su due anni dal livello del 2.2% su base annua per la durata del prodotto.

Pertanto, prendendo ad esempio il certificato CH0518370066 con strike 100% (equivalente ad un’inflazione annuale dello 0%) ed assumendo un incremento costante dell’inflazione del 2.5% all’anno per i due anni di durata del certificato, a scadenza si otterrà:

1000*[(105.0625%-100%)/100%]=50.625 oppure, in termini di valore dell’indice Eurozone Harmonised Indices of Consumer Prices ex Tobacco Index®, 1000*[(112,69-107,26)/107.26]=50,625.

Dunque, dato il prezzo di emissione pari a 40 euro ed assumendo l’acquisto del prodotto in tal data, il profitto generato dall’esempio di cui sopra ammonterebbe a circa il 26,56%.

Il break even point, ovvero il punto di pareggio, considerato il prezzo corrente di 47,12 euro è pari a 112,31 punti dell’indice, ovvero sconta una crescita dell’inflazione di circa il 2,5% annuo.

Ripetendo l’esempio di cui sopra per il certificato CH0518370074 con strike 104,45% (equivalente ad un’inflazione annuale dello 2,2%) e mantenendo le assunzioni invariate, a scadenza si otterrà: 1000*[(105.0625%-104.4484%)/100%]=6.141 oppure, in termini di valore dell’indice Eurozone Harmonised Indices of Consumer Prices ex Tobacco Index®, 1000*[(112,69-112,03135)/107.26]=6,141.

Dunque, dato il prezzo di emissione pari a 6 euro ed assumendo l’acquisto del prodotto in tal data, il profitto generato dall’esempio di cui sopra ammonterebbe a circa il 2,35%. Alla luce dei correnti 7,88 euro esposti in lettera l’indice dovrà superare i 112,87 punti.

I prezzi dei due certificati scontano, pertanto, l’attuale crescita dell’inflazione a circa il 2,5% annuo e consentono di beneficiare di una crescita di tale parametro superiore a questo livello.