Redazione / Approfondimento

Alla finestra aspettando la discesa che verrà? No grazie!

Un Phoenix Memory di Natixis permette di centrare l’entrata quasi perfetta sui minimi da luglio a metà settembre grazie a un’opzione Lookback. Cedole trimestrali del 2,50% per un basket ottimizzato di 3 blue chips italiane.

Articolo del 30/07/2018 a cura della Redazione

Le indicazioni che provengono dai listini azionari nelle ultime settimane sono contrastanti. Mentre l’analisi tecnica ci suggerisce cautela perché l’indice FTSE Mib è ancora troppo vicino all’area di triplo minimo dei 21350 punti, l’analisi della volatilità evidenzia il ritorno a valori inferiori alla media di periodo e più simili a quelli del 2017. D’altro canto, però, a dispetto di una volatilità implicita rientrata sui minimi, che sta a significare che per gli operatori che acquistano opzioni non si avverte il rischio di un’impennata della volatilità con conseguenti possibili ribassi, il put/call ratio sul FTSE Mib, ovvero il rapporto tra le opzioni put e call sull’indice azionario principale è balzato all’1,08 in settimana, con una rilevazione mensile a 1,30 e questo suggerisce che chi investe lo sta facendo acquistando più copertura ( put) che rialzo (call).

In questo contesto, complice anche l’imminente stagione estiva con volumi attesi in diminuzione, diversi investitori preferiscono rimanere in attesa di una discesa dei corsi azionari. Una soluzione all’attesa che potrebbe rivelarsi vana e dannosa la fornisce Natixis con un quasi inedito Phoenix Memory Lookback che si pone come obiettivo principale il fixing di strike e barriere sui prezzi più bassi toccati da un trittico di azioni italiane tra luglio e settembre.

Il certificato che da pochi giorni ha iniziato a muovere i suoi passi al Sedex con codice Isin IT0006742123, è scritto su un basket worst of composto da tre titoli: Generali, Intesa San Paolo ed ENI e prevede 3 date di rilevazione per il fixing dello strike iniziale: 4 luglio, 14 agosto e 14 settembre. Il prezzo più basso tra i tre rilevati sarà dunque lo strike, da cui si calcolerà al 70% la barriera valida per il pagamento dei coupon trimestrali e per il rimborso del capitale alla scadenza.

Un fattore di forza davvero consistente se si pensa che con questo prodotto si ha la consapevolezza di fissare gli strike iniziali centrando quasi esattamente i minimi.

SOTTOSTANTE STRIKE SPOT BARRIERA ATTUALE BARRIERA LOOKBACK
Generali Assicurazioni 14,275 14,345 9,9925 9,9925
Intesa San Paolo spa 2,24 1,985 1,568 1,3895
Eni spa 15,986 13,814 11,1902 9,6698

Una considerazione va fatta anche sul livello di protezione condizionata del capitale a scadenza, fissato al 70% dello strike iniziale: se questo può sembrare apparentemente poi non così profondo, anche rispetto alle emissioni correnti che, anche se con scadenze più lunghe di qualche anno presentano barriere più protettive, è pur vero che tale livello viene agganciato sulla quotazione più bassa.

Pertanto il margine di protezione potrebbe essere poi oggettivamente migliore. Della serie è meglio una protezione del 50% con il titolo che ha effettuato uno strike sui massimi, o un 70% di un titolo che ha fissato i livelli iniziali sui minimi? A voi la scelta, noi però propendiamo per la seconda opzione.

Guardando al funzionamento, a latere dell’opzione che garantisce un’entrata assolutamente efficiente, il payoff è condito da cedole periodiche trimestrali con effetto memoria di importo pari al 2,5%, ovvero un flusso cedolare potenziale del 10% annuo.

Come sempre l’ammontare della cedola è frutto di un mix di fattori che vede, nel caso di basket option, l’incidenza oltre che della volatilità e quindi della rischiosità dei singoli sottostanti, anche la matrice di correlazione. Più alta è la cedola e statisticamente più è alto il numero di sottostanti contenuti nel basket con una matrice di correlazione che denota una scarsa correlazione (ovvero più vicina allo zero) tra una coppia o più di sottostanti. Per gli amanti delle statistiche, è da notare che questa proposta si colloca tra i migliori rendimenti cedolari connessi ad un basket di soli 3 titoli azionari, con una correlazione medio-alta.

Dal 4 ottobre prossimo verranno staccate cedole periodiche vincolate al rispetto del 70% per tutti e tre i sottostanti, mentre a partire dalla data del 4 luglio 2019 oltre alla cedola, al rispetto dei tre livelli iniziali si darà luogo anche al rimborso anticipato del certificato.

L’effetto memoria, altra opzione da non trascurare, se da un lato garantisce la salvaguardia dell’importo cedolare, è particolarmente utile soprattutto per la stabilizzazione dei prezzi del certificato durante la vita del prodotto, qualora in uno degli appuntamenti previsti, non ci siano le condizioni per la distribuzione della cedola.

Con questo schema si potrà giungere fino alla naturale scadenza prevista per il 13 luglio 2022, dove la barriera di tipo terminale, consentirà di mantenere immutate tutte le potenzialità del prodotto anche qualora si dovessero verificare scenari particolarmente volatili.