Redazione / Approfondimento

L'EFFETTO DOMINO VA SHORT SUGLI INDICI

Gli investitori sono alla ricerca di soluzioni per coprire i portafogli. Natixis risponde a questa esigenza lanciando un inedito Phoenix Domino Reverse su indici con cedola modulare.

Articolo del 18/06/2018 a cura della redazione

Nel finale di settimana è stato scritto un nuovo capitolo della guerra commerciale lanciata da Donald Trump. In particolare gli Stati Uniti hanno approvato l’introduzione di dazi su altri prodotti cinesi, per un valore complessivo di 50 miliardi, portando a 800 contro un elenco iniziale di 1300, il numero di beni colpiti da un’extra tassazione pari ad almeno il 25% del prezzo di costo. La risposta della Cina non si è fatta attendere con il governo di Pechino che ha subito introdotto nuove tasse sui prodotti importati per un pari importo.

Per il susseguirsi degli eventi, i mercati azionari dall’Asia all’Europa stanno reagendo in maniera composta ma pur sempre negativa, accusando il colpo di una battaglia a suon di dazi che, con l’obiettivo di favorire il protezionismo americano, rischia di far calare sensibilmente le esportazioni dai Paesi esteri con la conseguenza che sui listini potrebbe farsi sentire il peso dei mancati guadagni, soprattutto su quei settori industriali maggiormente colpiti dalle misure.

E’ cosi che tra gli investitori si fa sempre più pressante l’esigenza di strutturare una forma di protezione del portafoglio a cui l’industria dei certificati di investimento risponde con il lancio sul mercato di diversi strumenti a facoltà short.

Tra le ultime emissioni ha catturato l’attenzione il Phoenix Domino Reverse di Natixis, Isin IT0006741984, con la caratteristica cedola “modulare” che per la prima volta guarda ad un ribasso dei sottostanti. Entrando più nel dettaglio il basket di riferimento è formato da una serie di indici quali l’Eurostoxx 50, nella versione Net Return, il Dax, il Nikkei 225 e infine il Russel 2000 – statunitense - mentre la durata complessiva dell’investimento è pari a 5 anni.

Come è tipico di questa struttura, sono previste delle date di osservazione fissate con cadenza semestrale di cui la prima al prossimo 13 novembre. In questa occasione, e anche in quelle successive, verranno rilevati i livelli dei quattro indici e per ognuno di essi che si troverà ad un livello pari o al di sotto rispetto allo barriera posta al 120% dello strike verrà erogata una cedola dello 0,75%. Pertanto qualora nessun indice non sarà in rialzo di oltre 20 punti percentuali verrà staccato un importo periodico del 3%. Questo è anche il premio nel caso di un eventuale rimborso anticipato che potrà avvenire a partire dalla seconda data di osservazione, ovvero dal 13 maggio 2019. L’opzione autocallable si attiverà con una rilevazione degli indici sottostanti ad un livello pari o inferiore ai rispettivi strike e consentirà di rientrare di un totale di 1030 euro.

Qualora si giunga alla data di valutazione finale dell’11 maggio 2023, senza che prima sia intervenuto il rimborso anticipato, per l’incasso delle cedole il meccanismo sarà lo stesso visto per le date intermedie, ossia una tenuta della barriera sul best of al 120%, mentre per la protezione del capitale l’asticella della barriera si sposterà in su di un ulteriore 10%. Pertanto se nessuno degli indici avrà oltrepassato tale soglia verranno rimborsati i 1000 euro nominali, in caso contrario l’importo di rimborso verrà calcolato ribaltando di segno la percentuale di incremento dell’indice con la performance migliore. 

Fissati gli strike a 12855,09 punti Dax, 22437,01 punti il Nikkei 225, 7205,93 punti l’Eurostoxx 50 NT e infine 1628,22 punti il Russel 2000 attualmente il best of è proprio l’indice statunitense che è in progresso del 3,42% mentre il certificato è acquistabile a 993,7 euro, un prezzo che mantiene pressoché invariate le caratteristiche dello strumento con un rendimento potenziale del 6% annuo.