Redazione / Approfondimento

Cedola fissa e airbag, la ricetta vincente

Le tensioni nel Golfo impongono cautela: da Marex un Fixed Cash Collect Airbag per chi vuole giocare in difesa.

Articolo del 16/03/2026 13:26:17 a cura della redazione

Le ultime settimane hanno riportato i mercati finanziari a confrontarsi con un contesto geopolitico più instabile. L’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha infatti riacceso i timori legati alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici, con il prezzo del petrolio tornato a muoversi con estrema volatilità. Emblematica, in questo senso, la seduta del 9 marzo, durante la quale il future sul WTI ha registrato una delle oscillazioni intraday più ampie degli ultimi decenni, la maggiore dal 1983: il prezzo ha toccato un massimo vicino ai 119 dollari al barile per poi scendere fino a circa 81 dollari, segnando un’escursione superiore al 40% nell’arco della stessa giornata. Un movimento di questa portata, alimentato dai timori di possibili interruzioni delle rotte energetiche nello Stretto di Hormuz, ha immediatamente avuto ripercussioni anche sui mercati azionari, riportando al centro dell’attenzione degli investitori il tema del rischio geopolitico e delle sue implicazioni su inflazione, crescita economica e politiche monetarie.

Proprio in questi frangenti torna centrale il ruolo degli strutturatori, costantemente impegnati nella ricerca di soluzioni di investimento in grado di coniugare rendimento potenziale e controllo del rischio: una delle strutture che continua a mantenere un forte appeal per gli investitori è rappresentata dai Fixed Cash Collect Airbag a lunga scadenza. La caratteristica distintiva di questi certificati risiede proprio nella lunga scadenza: più questa è lontana nel tempo, maggiore sarà il flusso di premi incondizionati di cui l’investitore potrà beneficiare rispetto ai prodotti con un orizzonte temporale più breve. A rendere la struttura ancora più flessibile contribuisce inoltre la presenza dell’opzione autocall, con un trigger decrescente nel tempo che tende a favorire la stabilità del prezzo del certificato sul mercato secondario. Questo meccanismo consente l’uscita anticipata dall’investimento qualora i sottostanti mostrino un andamento favorevole; al contrario, in presenza di performance meno brillanti, l’investitore può comunque contare sia sul contributo dei premi incondizionati sia sull’effetto airbag, che attenua l’impatto di eventuali ribassi sul capitale investito.

Nello specifico, il certificato odierno, emesso da Marex e identificato dal codice ISIN IT0006773557, è scritto su un basket worst of composto da Tesla, Alphabet, Meta e Nvidia, prevede il pagamento di premi di tipo incondizionato pari allo 0,75% a cadenza mensile (9% p.a.) fino a scadenza, prevista in data 20 febbraio 2030, con la possibilità di rimborso anticipato (valore nominale pari a 1.000 euro), alle stesse date di osservazione mensili, a partire dal 10 novembre 2026, qualora tutti i titoli rilevino almeno in corrispondenza del 100% degli strike price (il trigger autocall decresce poi dell’1% ogni mese). Sommando tutti i premi residui previsti fino a scadenza, otteniamo un flusso incondizionato complessivo pari a 360 euro, che agisce come una sorta di “secondo airbag” a favore dell’investitore, proteggendo di fatto il 36% del valore nominale dello strumento e limitando così il downside risk negli scenari peggiori; il resto lo fa poi l’effetto airbag unito al posizionamento conservativo delle barriere, poste addirittura al 45% degli strike price.

Qualora si giunga alla data di osservazione finale dell’11 febbraio 2030 senza che il certificato sia stato richiamato anticipatamente, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale qualora Tesla – attuale worst of del basket – non perda più del -53% circa dalla quotazione corrente. Al di sotto del livello barriera il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà però calcolata a partire dalla barriera e non dallo strike, per una significativa riduzione delle perdite in caso di evento barriera. Bisogna peraltro osservare che la presenza di cedole incondizionate fa sì che il downside dello strumento sia attutito ulteriormente negli scenari peggiori, con una performance addirittura leggermente positiva anche in caso di un -70% di Tesla. Il certificato è quotato sul segmento Cert-X di Borsa Italiana ad un prezzo lettera prossimo alla parità, con un rendimento annualizzato ottenibile dall’investitore pari al 9,1% in caso di mantenimento della barriera a scadenza.