Redazione / Approfondimento

SPECIALE VALUTE EMERGENTI

Da qualche settimana i certificati su valute emergenti stanno colando a picco, disegnando uno scenario di gran lunga peggiore di quello fotografato dai cambi spot. Cosa sta succedendo e come comportarsi?

Articolo del 04/04/2018 a cura della redazione

Quando si investe in valute emergenti si è consapevoli del rischio che si corre e più propriamente del rischio cambio che accompagna qualsiasi genere di prodotto, da un’obbligazione in valuta dalle ricche cedole fisse a un fondo comune passando per i certificati di investimento.

Se tuttavia chi sceglie di acquistare un bond in lire turche è ben conscio che a fronte di un rialzo del 10% del tasso di cambio tra euro e lira turca corrisponderà un analogo deprezzamento del controvalore investito nel momento in cui viene effettuata la conversione o il pagamento della cedola, meno lo è chi ha privilegiato l’investimento in valuta attraverso i tanti certificati con diversi lucchetti di protezione del capitale, che oggi si ritrovano con il capitale ridotto a un terzo rispetto a sole poche settimane prima.

Colpa evidentemente della continua e pesante svalutazione della divisa emergente ma anche di un’asimmetria di osservazione del punto di riferimento, che si ritiene debba essere il cambio spot pubblicato giornalmente dalle Banche centrali e che invece, soprattutto quando si parla di strumenti strutturati, risulta essere il forward a termine del prodotto.

COMMENTO ALLA SETTIMANA DEL 4 APRILE 2018

Il presente studio è realizzato con l’evidenza dei prezzi, dei potenziali rendimenti e delle perdite sulla base dei livelli forward e non dei singoli valori spot dei cambi.

Il file verrà aggiornato settimanalmente ed è scaricabile nello stesso link di cui sopra.

La svalutazione delle principali valute emergenti contro l’euro, continua ad essere molto marcata confermando il trend del 2017. E’in particolare l’euro a fare la voce grossa contro la Lira turca, che segna un deprezzamento del 7,26% da inizio anno, già appesantita da un saldo del -18% registrato nel 2017. Non se la passano bene nemmeno la Rupia indonesiana (-3,35% da inizio anno), il Real Brasiliano (-3%) e il Rublo russo (-2%), tre delle valute più utilizzate nei basket monetari. Uniche eccezioni sono rappresentate dal Peso messicano (+6,43%) e dal Rand sudafricano (+1,19%).

Nel vasto panorama di certificati agganciati a basket valutari, anche al fine di spiegare l’attuale quotazione, è opportuno fare riferimento non già al valore dello spot, quanto al forward di riferimento, che rappresenta alla relativa data di valutazione, l’espressione delle attese del mercato circa l’andamento futuro dei tassi di cambio, pur non offrendo alcuna garanzia di ottenimento di tale livello.

BARRIERE DI DIAMANTE

Tra i certificati che, anche facendo riferimento ai valori forward dei relativi cambi valutari sottostanti, si trovano ad un livello inferiore rispetto alla barriera, si conferma ancora tra i certificati più resistenti l’Express Coupon identificato da codice Isin XS1314819266. Il fronte di una barriera al 161% dello strike iniziale, segna attualmente un valore medio del basket di 4 valute pari al 126,42% se osservato sui prezzi spot e del 146,08% su quelli forward. Un margine di circa 15 punti percentuali oltre i forward che autorizza a ritenere plausibile l’incasso complessivo ( di cedole e capitale) di 1120 euro, per un rendimento del 18,39% sull’ask price di 946 euro. Un rendimento atteso che vale per questo certificato il primato tra i best performer in prospettiva. Si ricorda che tale certificato è stato segnalato in acquisto nel mese di dicembre a circa 830 euro e che pertanto ha già realizzato un buon progresso.

Ampiamente entro la barriera si dovrebbe fermare a scadenza anche il certificato XS14908077754, con proiezione finale al 121,09% e barriera al 140%. L’attuale prezzo lettera di 1041,51 euro vale un rendimento dell’5,5% sulla scadenza di fine dicembre 2019.

BARRIERE DI VETRO

Rischiano di rompersi, ma al tempo stesso sono in grado di regalare grosse soddisfazioni nonostante i forward suonano un campanello d’allarme.

Tra questi, l’Express Coupon Plus avente codice Isin XS1669776657. Il certificato ha la barriera a scadenza ( 18/10/2019) posta al 170% dello strike iniziale e viene quotato in lettera a 8053,11 euro, un prezzo che esprime un rendimento del 41,56% da conseguire mediante l’incasso di 4 cedole semestrali e del rimborso dei 10000 euro nominali a patto che il 140,54% di valore medio del paniere e 161,16% dei forward non peggiorino drasticamente.

Il Phoenix Memory XS1265897600 segna ad oggi un basket al 124,93% contro la barriera al 145% ma un forward molto più vicino, ossia al 138,25%. Rispetto a tali proiezioni, sarebbe sufficiente quindi circa il  7% di perdita del basket, rispetto alle attuali previsioni, per far scivolare il certificato al di sotto della barriera ( o al di sopra tecnicamente) e comportare importanti perdite. Al momento tuttavia si può scommettere sulla tenuta dei valori correnti ( anche dei forward) per guadagnare il 23,4% sulla scadenza gennaio 2019 ( quotazione in bid only).

BARRIERE DI CARTA

Merita una menzione particolare il Multi Express con Barriera targato Leonteq (Isin CH0381807814). Nonostante il peggior cambio del basket monetario sottostante, naturalmente la Lira turca, segni una performance negativa del 17,12%, il certificato viene scambiato in lettera a 659 euro rispetto ai 1000 euro nominali. Come fa una performance del -17,12% a tramutarsi in un – 34,1%? Risposta anche qui scontata se si guarda l’impennata registrata dai forward sulla scadenza quadriennale.

Da un lato un potenziale rendimento del 195%, in virtù anche delle 19 cedole del 4,55% ciascuna, dall’altro però un rimborso a zero, perché la performance del forward del peggiore dei sottostanti, sempre l’Eur/TRY, segna una svalutazione attesa del 205,21%.