Redazione / Approfondimento

SPECIALE VALUTE EMERGENTI

Segui i nostri aggiornamenti settimanali sul mercato delle valute emergenti e dei certificati ad essi agganciati. Top & flop della settimana.

Articolo del 01/10/2018 a cura della redazione

Quando si investe in valute emergenti si è consapevoli del rischio che si corre e più propriamente del rischio cambio che accompagna qualsiasi genere di prodotto, da un’obbligazione in valuta dalle ricche cedole fisse a un fondo comune passando per i certificati di investimento.

Se tuttavia chi sceglie di acquistare un bond in lire turche è ben conscio che a fronte di un rialzo del 10% del tasso di cambio tra euro e lira turca corrisponderà un analogo deprezzamento del controvalore investito nel momento in cui viene effettuata la conversione o il pagamento della cedola, meno lo è chi ha privilegiato l’investimento in valuta attraverso i tanti certificati con diversi lucchetti di protezione del capitale, che oggi si ritrovano con il capitale ridotto a un terzo rispetto a sole poche settimane prima.

Colpa evidentemente della continua e pesante svalutazione della divisa emergente ma anche di un’asimmetria di osservazione del punto di riferimento, che si ritiene debba essere il cambio spot pubblicato giornalmente dalle Banche centrali e che invece, soprattutto quando si parla di strumenti strutturati, risulta essere il forward a termine del prodotto.

COMMENTO ALLA SETTIMANA DEL 25 SETTEMBRE 2018

A seguito dell’intervento della Banca Centrale di Ankara, che a sorpresa a portato i tassi di interesse al 24%, il cross valutario Eur/Try ha visto una rettifica al trend crescente di lungo periodo con una correzione in area 7,00: la Turchia, infatti, è stata la prima ad intervenire (nonostante la forte opposizione di Erdogan) sulla sempre crescente inflazione, esigenza a cui ormai deve rispondere gran parte del mondo emergente.

Ne è l’esempio il Sud Africa che, date le stime al ribasso sulla crescita registrate nei precedenti due trimestri, è entrata in recessione tecnica. Neanche il forte intervento governativo finalizzato al finanziamento del settore minerario con oltre 28 miliardi di dollari per contrastare la recessione in atto ha sortito effetti con il tasso di cambio EUR/ZAR schizzato nuovamente sui massimo a18,00: nel mese di settembre si è osservato però un apprezzamento dello ZAR che, contestualmente alla resistenza 1,17 dell’EUR/USD, sta conducendo il cross in area 16,60, potenziale area di consolidamento del trend.

Le valute di migliore performance nella settimana decorsa sono state il peso argentino (+5,34%) e il rublo (+2,32%) in contrapposizione al peso messicano (-1,96%), rupia indiana (-2,30%) ed al reale brasiliano (-0,24%).

Sui mercati emergenti saranno ancora mesi di pressione, se non verranno messi in campo forti interventi di politica monetaria e di governo. In particolare le loro valute potrebbero ancora essere messe sotto pressione con un sempre minore potere di acquisto dato anche un dollaro in costante crescita in scia alle previsioni di rialzi dei tassi della FED (che incrementerà il costo del debito emergente denominato in dollari) e i sempre maggiori dazi imposti dal governo a stelle e strisce.

BARRIERE DI DIAMANTE

Trattasi di quei certificati che, secondo i forward (cioè le proiezioni dei cross valutari), non dovrebbero infrangere la barriera del capitale, garantendo quindi il rimborso del nominale. Il certificato che acquista oggi questa denominazione è XS1314819266: emesso il 21/12/2016, con scadenza il 27/12/2019 è quotato sul Cert-X ad un prezzo ask di 860,00 euro. È un Express Coupon Plus che consente la protezione parziale del capitale, data la barriera up al 161%, avente ad oggetto un basket equipesato di valute (Eur/Brl, Eur/Peso messicano, Eur/Inr, Eur/Zar): alle attuali condizioni consentirebbe, data la distanza attuale del 26,34% dalla barriera e quella prospettica a scadenza del 10,85% (rispetto ai forward), di ottenere tutte le cedole semestrali rimanenti più il rimborso del nominale, con un upside del 34,94%.

BARRIERE DI VETRO

Il certificato presente al quale attribuiamo questa classificazione (per i forward ci avvicineremo di molto alla barriera, senza però infrangerla) è identificabile con ISIN XS1653923539, il quale viene attualmente proiettato di poco fuori barriera di un frazionale 1,7%, nonostante la distanza attuale del 15,64% e scadenza prevista per il 4 giugno 2020. Il prezzo del certificato è di 7066 € con valore nominale 10000€ e se le previsioni dei forward si rivelassero leggermente inferiori ai valori attesi, offrirebbe un rendimento a scadenza del 61,23% viste le corpose cedole del 3,2% semestrali con effetto memoria che sarebbero incassate. Il basket valutario sottostante è composto da EUR/BRL, EUR/ZAR, EUR/MXN e EUR/RUB che contribuiscono con lo stesso peso alla performance complessiva.

BARRIERE DI CARTA

Questi certificati a scadenza, secondo le prospettive forward, presentano un valore spot oltre barriera, con il rischio sì di infrangerla, ma con un rendimento potenziale elevato: parliamo dell’Express Coupon Plus XS1556032677. Questo strumento, con scadenza l’05/03/2021, prevede cedole non a memoria trimestrali del 2,8% (su un valore nominale di 1000€), barriera up al 140% (al di sopra della quale non si riceveranno le cedole alle date di rilevazione oltre, a scadenza, un valore di rimborso rettificato della performance negativa del basket) e facoltà del rimborso anticipato nelle date intermedie, qualora lo spot equipesato del basket sia pari o inferiore allo strike equipesato. Attualmente osserviamo una distanza dalla barriera del 13,45%, distanza che si ridurrà a scadenza al -15,48% comportando sì la rottura, ma assicurando potenzialmente almeno il ricevimento di qualche cedola intermedia.