Redazione / Approfondimento

SPECIALE VALUTE EMERGENTI

Segui i nostri aggiornamenti settimanali sul mercato delle valute emergenti e dei certificati ad essi agganciati. Top & flop della settimana.

Articolo del 20/07/2018 a cura della redazione

UPDATE 25.06.2018 – ERDOGAN VINCE LE ELEZIONI IN TURCHIA

Il presidente uscente turco Recep Tayyip Erdogan ha vinto le elezioni presidenziali al primo turno, assicurandosi un nuovo mandato fino al 2023, e il suo partito, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), ha ottenuto anche la maggioranza al Parlamento. Uno dei più importanti market-mover che interessa la Turchia, sia lato equity che soprattutto la politica monetaria di Ankara, è stato così superato senza particolari scossoni. Il tasso di disoccupazione, il PIL della Turchia, la libertà di azione della Banca Centrale Turca, la forte svalutazione della lira turca (-40,31% in due anni contro l’euro) erano i temi principali cui guardava il mercato a seguito di questa tornata elettorale. All’indomani del voto, alle 15 di lunedì 25.06.2018 il BIST Naz 100 e il DJ TI Titans 20 scambiano rispettivamente a -0,6% e -1,38%. Sul fronte valutario l’Eur/Try dopo i minimi toccati sotto area 5,3, viene rilevato a 5,477.

Quando si investe in valute emergenti si è consapevoli del rischio che si corre e più propriamente del rischio cambio che accompagna qualsiasi genere di prodotto, da un’obbligazione in valuta dalle ricche cedole fisse a un fondo comune passando per i certificati di investimento.

Se tuttavia chi sceglie di acquistare un bond in lire turche è ben conscio che a fronte di un rialzo del 10% del tasso di cambio tra euro e lira turca corrisponderà un analogo deprezzamento del controvalore investito nel momento in cui viene effettuata la conversione o il pagamento della cedola, meno lo è chi ha privilegiato l’investimento in valuta attraverso i tanti certificati con diversi lucchetti di protezione del capitale, che oggi si ritrovano con il capitale ridotto a un terzo rispetto a sole poche settimane prima.

Colpa evidentemente della continua e pesante svalutazione della divisa emergente ma anche di un’asimmetria di osservazione del punto di riferimento, che si ritiene debba essere il cambio spot pubblicato giornalmente dalle Banche centrali e che invece, soprattutto quando si parla di strumenti strutturati, risulta essere il forward a termine del prodotto.

COMMENTO ALLA SETTIMANA DEL 20 LUGLIO 2018

Settimana piuttosto piatta per il mercato valutario e specificatamente per quello emergente. Guardando ai saldi ad una settimana, segna un apprezzamento del 2,14% il Real Brasiliano, seguita dalla Lira Turca che si ferma all’1%. Si muove in controtendenza il Rublo Russo (-1,84%), il Rand Sudafricano (-1,34%) e il Peso messicano (-0,78%).

Continua a meritarsi un focus particolare la lira turca, che nonostante un saldo positivo frazionale continua a distinguersi per una volatilità piuttosto alta, con il cambio Eur/Usd che durante la scorsa ottava ha registrato uno spike oltre quota 5,8 aggiornando a 5,8165 i massimi storici del tasso di cambio, prima di tornare a scambiare sotto area 5,6.

Per valutare lo stato di stress delle valute emergenti, merita un focus la panoramica sui livelli dei CDS.

Tra le valute analizzate, non poteva che trovarsi in testa il Credit Default Swap sulla Turchia. Il costo di assicurazione sul default turco costa oggi 314 punti base, stabilmente sui massimi di periodo. Si allontana dalla soglia dei 280, il CDS sul Brasile oggi scambiato a 242 bp. A debita distanza segue il Sud Africa (188 bp), Russia (136 bp) e il Messimo (116 bp).

È in questo contesto più che mai frenetico, che contestualizziamo i certificati su valute.

BARRIERE DI DIAMANTE

Trattasi di quei certificati che, secondo i forward (cioè le proiezioni dei cross valutari), non dovrebbero infrangere la barriera del capitale, garantendo quindi il rimborso del nominale. Il certificato che acquista oggi questa denominazione è XS1314819266: emesso il 21/12/2016, con scadenza il 27/12/2019 è quotato sul Cert-X ad un prezzo ask di 935€. È un Express Coupon Plus che consente la protezione parziale del capitale, data la barriera up al 161%, avente ad oggetto un basket equipesato di valute (Eur/Brl, Eur/Peso messicano, Eur/Inr, Eur/Zar): alle attuali condizioni consentirebbe, data la distanza attuale del 28,82% dalla barriera e quella prospettica a scadenza del 12,90% (rispetto ai forward), di ottenere tutte le cedole semestrali rimanenti più il rimborso del nominale, con un upside del 19,79%.

BARRIERE DI VETRO

Il certificato presente in portafoglio, al quale attribuiamo questa classificazione (per i forward ci avvicineremo di molto alla barriera, senza però infrangerla), è XS1119034764: il prodotto, con scadenza il 07/08/2018 e valore nominale 1000€, presenta una barriera al 150% con cedole semestrali del 4,00%: il basket su cui è scritto il certificato è composto da Eur/Try, Eur/Brl, Eur/Zar ed Eur/Rub. Secondo le proiezioni dei tassi, per la scadenza ormai prossima, non dovrebbe esservi un’infrazione della barriera con una distanza attuale e futura rispettivamente del 8,99% e 3,53%, con un upside a scadenza dell’1,65%.

Si aggiunge questa settimana a questa categoria l’ISIN XS1653923539, il quale viene attualmente proiettato entro barriera di un misero 0,55%, nonostante la distanza attuale del 22,44% e scadenza prevista per il 5 marzo 2021. Il prezzo del certificato è di 7313,53 € con valore nominale 10000€ e se le previsioni dei forward si rivelassero esatte offrirebbe un rendimento a scadenza del 54,23% viste le corpose cedole del 3,2% semestrali con effetto memoria che sarebbero incassate. Il basket valutario sottostante è composto da EUR/BRL, EUR/ZAR, EUR/MXN e EUR/RUB che contribuiscono con lo stesso peso alla performance complessiva.

BARRIERE DI CARTA

Questi certificati a scadenza, secondo le prospettive forward, presentano un valore spot oltre barriera, con il rischio sì di infrangerla, ma con un rendimento potenziale elevato: parliamo dell’Express Coupon Plus XS1556032677. Questo strumento, con scadenza l’05/03/2021, prevede cedole non a memoria trimestrali del 2,8% (su un valore nominale di 1000€), barriera up al 140% (al di sopra della quale non si riceveranno le cedole alle date di rilevazione oltre, a scadenza, un valore di rimborso rettificato della performance negativa del basket) e facoltà del rimborso anticipato nelle date intermedie, qualora lo spot equipesato del basket sia pari o inferiore allo strike equipesato. Attualmente osserviamo una distanza dalla barriera del 21,51%, distanza che si ridurrà a scadenza al -4,45% comportando sì la rottura, ma assicurando il ricevimento delle cedole intermedie e, potenzialmente (per la piccola escursione percentuale negativa), dell’intero rimborso del nominale.