CLUB CERTIFICATES
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Petrolio, prima sosta in arrivo

i 40 dollari al barile che solamente fino a un mese e mezzo fa sembravano irraggiungibili sono stati recuperati con notevole rapidità e con il contributo determinante del contango

a cura della Redazione

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Era nell'aria, i 40 dollari al barile che solamente fino a un mese e mezzo fa sembravano irraggiungibili sono stati recuperati con notevole rapidità e con il contributo determinante, ma poco utile dal punto di vista pratico per chi ha investito, del contango. Iniziamo con qualche numero: dai minimi a 26 dollari il petrolio ha superato in questi giorni i 40 dollari, recuperando così circa 14 dollari – corrispondenti a un rialzo del 55%. Nella realtà, parte dei 14 dollari sono da attribuire al contango, ovvero a quella differenza tra i due contratti che si passano il testimone alla scadenza del primo e che sul petrolio è sempre – almeno in questa fase – positivo. Se si fa riferimento all'attuale contratto in scadenza, ovvero quello di aprile 2016, si ha che il minimo è stato toccato a 28,83 dollari l'11 febbraio scorso e che attualmente viene scambiato poco al di sotto dei 39 dollari, per un rialzo effettivo di poco più di 10 dollari. Questa è la reale performance di cui hanno potuto beneficiare tutti coloro che hanno investito sul petrolio attraverso uno dei tanti prodotti lineari, vedi ETF ed ETC, o strutturati , quali sono appunto i certificati di investimento.

Il nostro "trade" di medio termine sul petrolio ha avuto inizio tra fine gennaio e febbraio , allorché l'indice S&P GSCI Crude Oil, utilizzato per la costruzione della maggior parte dei certificati quotati, segnava un prezzo di circa 120 punti, non distante dai 116 punti di minimo. Lo strike iniziale del Cash Collect Autocallable targato Unicredit e identificato da codice Isin DE000HV4A4C9 appariva un miraggio ( fissato a 154,875 punti) ma oggi è invece stato recuperato grazie al corposo rimbalzo delle quotazioni dai minimi. Il certificato, dal canto suo, è passato dai 94 euro della prima rilevazione agli 86 della seconda ( vedi Petrolio, seconda chiamata) per tornare oggi a circa 95 euro. In previsione della prima rilevazione intermedia del 30 marzo si incrementa cosi il margine sulla barriera (116,156 punti) sebbene sia necessario ricordare come per le prime due rilevazioni la cedola sia incondizionata. Solamente a partire dalla terza data di settembre sarà infatti necessario che l'indice rilevi oltre la barriera per ottenere la cedola del 2,25% e oltre lo strike per ricevere anche il rimborso del capitale. Confermiamo pertanto, anche se il primo target dei 40 dollari sembra essere stato raggiunto, la posizione in attesa delle successive rilevazioni.

La medesima considerazione può essere fatta a commento dell'operazione segnalata sul Twin Win di Unicredit legato all'indice Eurostoxx Oil&Gas ( Isin DE000HV8A869) . Il certificato, alla scadenza del 16 febbraio 2018 liquiderà i 100 euro nominali maggiorati della perfomance positiva dell'indice a partire dai 329,99 punti e della metà di quella negativa, invertita di segno, a condizione che resti invariata la barriera posta a 183,1445 punti. Un rialzo dell'indice del 20% darà luogo a un rimborso a scadenza di 120 euro mentre un ribasso della stessa entità a una liquidazione di 110 euro, trasformando cosi la variazione negativa in un guadagno. Condizione richiesta per la partecipazione in termini assoluti all'andamento dell'indice è la tenuta della barriera lungo l'intero arco di vita del prodotto, con osservazione continua intraday, pena la trasformazione del certificato in un semplice replicante dell'indice con conseguente perdita in conto capitale in caso di performance negativa.

Rilevato in fase iniziale a 84 euro con l'indice a 260 punti, il certificato ha toccato sulla seconda rilevazione del nostro percorso di investimento un prezzo minimo di 80 euro con l'indice in calo a 252 punti: ad oggi, con l'Eurostoxx Oil&Gas che ha allungato decisamente il passo raggiungendo i 278 punti , il Twin Win ha avvicinato quota 90 euro, riducendo tuttavia il margine di guadagno a scadenza per via del recupero dell'indice che da una parte ha allontanato la barriera ma dall'altra ha diminuito l'entità della performance assoluta. Il prossimo target per l'eventuale chiusura della posizione è fissato in prossimità della parità.

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