Redazione / Approfondimento

SOCGEN LANCIA 15 NUOVI CASH COLLECT

L’emittente francese aggiorna la propria gamma e lancia 15 nuovi Cash Collect con premi trimestrali fino al 10,8% annuo.

Articolo del 27/01/2020 a cura della redazione

L’industria dei certificates è alle prese ormai da qualche mese con un contesto non propriamente favorevole per la strutturazione di prodotti caratterizzati da un ottimale rapporto rischio-rendimento, dato  l’appiattimento dei rendimenti obbligazionari e la bassa volatilità dei mercati azionari. Sfruttando un buon mix di sottostanti, premi, protezione e orizzonte temporale, Société Générale è riuscita tuttavia a lanciare di recente una più che valida gamma di Cash Collect su azioni che va ad aggiornare l’offerta di strumenti a capitale protetto condizionato con flussi periodici potenziali.

Quotati in Borsa Italiana a partire dal 17 gennaio, i nuovi Cash Collect permettono all’investitore di inserire implicitamente in portafoglio delle strategie scritte sui principali titoli azionari internazionali, quali Bayer, Eni, Enel, Saipem, Azimut, Unicredit, Banco BPM, BPER Banca, Intesa Sanpaolo, Telecom Italia e STMicroelectronics, e qualche novità come BNP Paribas, Nokia e Tesla, la società del funambolico Elon Musk  che proprio di recente ha aggiornato i propri massimi storici raggiungendo una capitalizzazione da capogiro.

La serie di 15 Cash Collect consente di puntare a premi trimestrali condizionati che variano a seconda dei sottostanti tra l’1,35% e il 2,7%, corrispondenti ad un potenziale rendimento annuo lordo che va dal 5,40% al 10,80%.

Il trigger da rispettare per poter incassare i premi coincide con la barriera capitale posizionata tra il 60% e l’80% dello strike iniziale, pertanto anche in presenza di ribassi del sottostante si potrà avere accesso a rendimenti positivi derivanti dal flusso dei premi trimestrali.

Flessibilità oltremodo accentuata dalla presenza dell’effetto memoria sulle cedole eventualmente non distribuite. In caso di mancato rispetto delle condizioni previste, infatti, l’investitore non perderà definitivamente il diritto ad incassare il premio che non verrà distribuito ma messo da parte per la rilevazione successiva.

Elemento che, come abbiamo già avuto modo di vedere in passato, rappresenta un fattore che tende a sostenere il prezzo del certificato in presenza di forti ribassi.

In linea con il classico payoff proposto dall’emittente francese, a partire da ottobre 2020 si aprirà la finestra per il rimborso anticipato. Per far scattare l’opzione autocallable, al sottostante verrà richiesto di rispettare il 100% dello strike iniziale e cosi oltre al premio previsto verrà rimborsato anche l’intero valore nominale di 100 euro a certificato.

FOCUS CASH COLLECT SU TESLA (ISIN XS2087987405)

Ormai non più catagolabile come semplice società attiva nel settore dell’auto elettrica, Tesla sta segnando la storia in queste settimane con un nuovo massimo storico a ridosso di quota 600 dollari, oltre il 250% in più dei 180 dollari a cui quotava solo poco più di due mesi fa. Le attese per una trimestrale molto positiva e un raggio d’azione talmente ampio che potrebbe far diventare Tesla la società del futuro anche in ambito green, oltre che il buon andamento della produzione in Cina, hanno spinto il titolo capitalizzare come la somma di Ford e General Motors. Se questo trend rimarrà inalterato non siamo in grado di saperlo, ma certo ipotizzare di rivedere il titolo sotto 288 dollari è oggi assai complicato.

Questa soglia è proprio la barriera capitale di uno dei due Cash Collect agganciati a Tesla, il più conservativo dei due senza però che il rendimento ne risenta più di tanto. Il premio trimestrale si attesta infatti all’1,8% che vale un flusso del 7,2% su base annua. Lo strike iniziale è stato fissato a quota 481,34 dollari mentre la barriera invalidante al 60%. Con il titolo che viene scambiato oggi a 564 dollari, la quotazione del certificato è pari a 101,7 euro. Da apprezzare anche la presenza dell’opzione Quanto, che consente di investire implicitamente sul titolo Tesla depurando l’investimento dal rischio tasso di cambio Eur/Usd.