Redazione / Approfondimento

Strategie difensive per Goldman Sachs

In chiusura di anno, Goldman Sachs ha lanciato in quotazione al Sedex una serie di Cash Collect con carattere spiccatamente difensivo. Le barriere scendono al 35% con rendimenti fino al 2,8% annuo.

Articolo del 06/01/2020 a cura della redazione

Il 2019 dei record si è appena concluso e per molti analisti sono concrete le possibilità di un ulteriore allungo per il 2020, nonostante i 30 punti di rialzo registrati in America e sul nostro FTSE Mib. A questi risultati hanno contribuito le mosse delle Banche Centrali mondiali che per sostenere le proprie economie hanno abbassato il costo del denaro.

Oramai i rendimenti offerti dal mondo obbligazionario sono frazionali e nei porti più sicuri, vedi obbligazioni governative, in molti casi sono negativi. Un contesto che ha spinto un’enorme massa di liquidità verso l’equity e che potrebbe influenzare gli andamenti anche nel nuovo anno.

Tuttavia, lo switch dai bond all’equity implica un incremento del rischio difficile da digerire per l’investitore obbligazionario.

In questo senso il segmento dei certificati di investimento proprio nell’ultima parte dell’anno ha raccolto la richiesta degli investitori di prodotti in grado di coniugare discreti rendimenti con bassi profili di rischio.

Tra le ultime emissioni arrivate in negoziazione al Sedex rientrano in questo filone una serie di nuovi Fixed Cash Collect di Goldman Sachs caratterizzati da barriere profonde, in alcuni casi a livelli mai visti, che offrono premi incondizionati trimestrali.

Entrando più nel dettaglio dell’emissione, questa si compone di 7 nuovi Certificati legati ad altrettante primarie società, quali Banco BPM, FCA, Intesa Sanpaolo, Société Générale, STMicroelectronics, Telecom Italia e Unicredit e prevedono tutti una durata di due anni.

Per tutti la barriera è posta al 35% dei rispettivi strike e sarà osservata solo alla data di valutazione finale prevista per il 12 dicembre 2022. In questa occasione, per fare un esempio, fino al 65% di ribasso dei sottostanti verrà garantita la restituzione del nominale, ovvero di 100 euro a certificato, mentre solo oltre tale soglia si subirà interamente la performance negativa realizzata al pari di un investimento diretto.

Strike Livello Barriera Prezzo finale Sottostante Performance Sottostante Rimborso
14 4,9 16,8 20% 100
14 4,9 15,4 10% 100
14 4,9 14 0% 100
14 4,9 12,6 -10% 100
14 4,9 11,2 -20% 100
14 4,9 7 -50% 100
14 4,9 4,9 -65% 100
14 4,9 4,2 -70% 30
14 4,9 2,1 -85% 15

Premi fissi trimestrali

  • 1° premio 19 MARZO 2020
  • 2° premio 19 GIUGNO 2020
  • 3° premio 21 SETTEMBRE 2020
  • 4° premio 21 DICEMBRE 2020
  • 5° premio 19 MARZO 2021
  • 6° premio 21 GIUGNO 2021
  • 7° premio 20 SETTEMBRE 2021
  • 8° premio 20 DICEMBRE 2021
  • 9° premio 21 MARZO 2022
  • 10° premio 20 GIUGNO 2022
  • 11° premio 19 SETTEMBRE 2022
  • 12° premio 19 DICEMBRE 2022

Per quanto riguarda i premi periodici trimestrali, che ricordiamo essere completamente slegati dall’andamento del sottostante in quanto incondizionati, si parte dallo 0,25% ( 1% p.a.) offerto dal Fixed Cash Collect su Telecom Italia , Isin GB00BKN4HM92, a fronte di una barriera posta a 0,1958 euro, ovvero il livello attualmente più basso offerto dall’intero panorama dei certificati scritti sul titolo telefonico italiano.

Sul fronte opposto a livello di rendimento potenziale, il Fixed Cash Collect scritto su Banco BPM, Isin GB00BKN4HQ31, con un premio periodico dello 0,7%, ovvero del 2,8% su base annua. Anche in questo caso la barriera fissata a 0,7172 euro è ben al di sotto dei minimi storici toccati a 1,556 euro.

Tra i due estremi si posizionano i Fixed Cash Collect su Unicredit con lo 0,55% trimestrale e una barriera a 4,7229 euro o su Intesa Sanpaolo ( GB00BKN4HK78 ) e FCA ( GB00BKN4HP24 ) con il premio allo 0,5% e soglie invalidanti rispettivamente a 0,833 euro e 4,7607 euro.

Importo periodico allo 0,45% infine per i due certificati su Société Générale ( GB00BKN4HR48 ) e STMicroelectronics (GB00BKN4HN00 ) con barriere di prezzo a 10,8762 euro e 8,428 euro.

Una serie di certificati che per caratteristiche presentano un profilo di rischio decisamente contenuto. Va da se, che i rendimenti si posizionano verso il basso ma comunque a livelli più che accettabili nell’attuale contesto. E’ da sottolineare l’assenza dell’opzione autocallable che consente di portare a termine il piano di investimento anche se i sottostanti dovessero continuare a salire.