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COME COMPRARE UN CERTIFICATO

Una volta individuata la tipologia di certificato che più si addice alle proprie esigenze, resta quindi solamente l’acquisto da fare: ma come e dove si comprano i certificati?

C’è da fare una distinzione, tra certificati quotati e non quotati, e certificati in collocamento e già collocati.

Partiamo dal collocamento:

Riguarda esclusivamente i certificati di investimento, ossia quelli appartenenti al segmento Investment Certificates. Vengono proposti dagli emittenti con un periodo di collocamento che consente l’acquisto al prezzo di emissione: ciascun emittente può prevedere il collocamento presso una banca interna al Gruppo o un distributore esterno (ad esempio una rete di distribuzione con promotori finanziari).

Per fare degli esempi concreti, i certificati di UniCredit HVB sono collocati tra gli altri dai private e promotori finanziari del Gruppo, Banca Aletti colloca i suoi certificati in tutte le filiali del Gruppo Banco Popolare come Bnp Paribas distribuisce i suoi certificati presso la rete BNL. Tutti i nuovi certificati sono identificati da un codice, il codice ISIN.

La maggior parte degli Istituti bancari richiede l’apertura di un conto titoli per l’acquisto di un certificato in collocamento. Pertanto, se non si è già correntisti presso una delle banche collocatrici, invitiamo a riflettere bene sull’opportunità di acquistare il prodotto in collocamento tenendo in considerazione i costi da sostenere.

E sempre in tema di costi aggiungiamo che i certificati in collocamento sono soggetti ad una commissione di distribuzione che in media si attesta sul 3%. Una volta terminato il periodo di collocamento, il certificato viene emesso e si avvia verso il mercato secondario. In questa seconda fase la maggior parte dei certificati di investimento entra in negoziazione (dopo qualche settimana solitamente) sui mercati Sedex, Cert-X o circuiti interni come l’IS di Fineco. Solo in alcuni casi non è prevista la quotazione.

Mercato Secondario:

Tutti i certificati, sia di Investimento che Leverage, oltre ad un codice ISIN hanno un codice alfanumerico che ne indica la quotazione, se questa avviene sul mercato Sedex di Borsa Italiana. L’acquisto di questi certificati è possibile tramite tutte le banche italiane, previa apertura di un conto titoli, fornendo appunto i codici identificativi del prodotto. Le commissioni di negoziazione sono variabili, ma non superano il 7 per mille del controvalore negoziato.

La diffusione di internet ha però indotto la maggior parte delle Banche operanti in Italia a fornire ai propri correntisti un servizio di Home Banking o piattaforme evolute di trading professionale (su richiesta del cliente) : tramite queste piattaforme è quindi possibile acquistare da soli ogni tipo di certificato, sia leverage che investment. L’unico impedimento a questa procedura è il mancato inserimento da parte della Banca dei codici di alcuni certificati. In tal caso occorre segnalare alla propria Filiale l’assenza dei prodotti e invitarli all’inserimento.

Cert-X e IS Fineco

Alcuni dei certificati non quotati al Sedex vengono inseriti in negoziazione nel paniere titoli del SSO, la piattaforma che regola il Sistema di Scambi Organizzati, ossia un mercato regolato e gestito da Fineco, che offre denaro e lettera in maniera continuativa dalle 09:00 alle 20:00 e che consente di inserire ordini esclusivamente su denaro e lettera (quindi senza limite) al costo di 9 euro ad operazione.

Ma negli ultimi mesi si sta assistendo alla nascita di un nuovo mercato di quotazione dei certificati: il Cert-X. Il Cert-X ,gestito da TLX S.p.A., è un segmento di mercato di EuroTLX e la liquidità è garantita dalla presenza di un market maker. EuroTLX è un mercato order driven sul quale possono essere inseriti ordini con e senza limite di prezzo. La negoziazione sul segmento di mercato Cert-X è consentita dalle ore 9:00 alle 18:00 a tutti coloro che hanno accesso al mercato di EuroTLX, i cui azionisti sono UniCredit S.p.A e Banca IMI S.p.A. , l’Investment Bank del Gruppo Intesa Sanpaolo, entrambi con il 50% del capitale sociale. Entro la fine di febbraio 2009 saranno quotati sul Cert-X 120 certificati.

Non quotati:

Alcuni certificati di investimento, terminato il periodo di collocamento, non vengono quotati sul Sedex. Il motivo può essere perché la quotazione non viene richiesta dall’emittente o perché Borsa Italia non la autorizza.

    Pertanto, per poter negoziare questi certificati occorre rivolgersi alla propria Banca tradizionale e comunicare il codice ISIN; nel caso in cui dovessero sorgere problemi, si consiglia di telefonare al numero verde dell'emittente interessato, il quale provvederà a fornire la liquidità necessaria all'acquisto/vendita e le modalità di negoziazione. Anche in questo caso, invitiamo a considerare bene quale liquidità e in che termini viene garantita prima di procedere all'acquisto.