Il nuovo tonfo dei mercati azionari, che in due giorni , tra venerdì e lunedì dell’ultima ottava, sono stati nuovamente travolti dalla volatilità, ha riportato indietro le lancette di oltre 12 anni sui principali listini mondiali. La crisi che le banche centrali non sembrano in grado di poter governare sta tuttavia avendo dei risvolti drammatici anche su asset class che con le azioni hanno poco a che fare, cioè sulle commodity o sulle valute. In particolare sul mercato valutario è da diversi mesi in atto un vero e proprio terremoto. Le variazioni dell’euro contro le principali valute negli ultimi sei mesi rendono l’idea. In soli 180 giorni il rapporto tra l’euro e lo yen giapponese si è modificato di oltre il 32% in favore della divisa nipponica; il dollaro statunitense è passato da un rapporto di 1,48 a uno di 1,28 contro la moneta unica. Ma ancora più scalpore destano le performance delle cosiddette valute emergenti, quelle cioè che per diverso tempo hanno rappresentato il porto di arrivo per tutti coloro che intendevano sfruttare gli alti rendimenti promessi dai rispettivi tassi di interesse per migliorare l’efficienza del proprio portafoglio high yield. Lo zloty polacco si è inabissato di un 30% , il fiorino ungherese e il peso messicano di oltre il 20% mentre la nuova lira turca, che per alcuni mesi aveva dato l’impressione di poter garantire una sostanziale stabilità contro l’euro ( e quindi anche di non inficiare il 15% di remunerazione garantito dal Turkish Interbank Rate) ha subito gli effetti della crisi finanziaria perdendo circa il 18% del proprio valore.
PERFORMANCE %VALUTE vs EURO DAL 22/08/2008
| |
Yen Giapponese |
32,75 |
| |
Dollaro di Hong Kong |
17,05 |
| |
Dollaro Americano |
15,83 |
| |
Franco Svizzero |
9,65 |
| |
Dollaro di Singapore |
7,23 |
| -3,14 |
Dollaro Canadese |
|
| -8,92 |
Corona Norvegese |
|
| -9,25 |
Sterlina Britannica |
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| -11,91 |
Rand Sudafricano |
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| -13,83 |
Dollaro Australiano |
|
| -14,14 |
Corona Ceca |
|
| -16,84 |
Dollaro Neozelandese |
|
| -17,2 |
Corona Svedese |
|
| -18,63 |
Lira Turca |
|
| -21,7 |
Peso Messicano |
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| -22,19 |
Fiorino Ungherese |
|
| -29,23 |
Zloty Polacco |
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VALUTA PLUS SOTTO I RIFLETTORI
Sul mercato italiano dei certificati di investimento gli effetti più visibili della tempesta monetaria in atto si stanno avvertendo, oltre che su tutti quei certificati che hanno come sottostante un indice o una commodity quotata in dollari, sui benchmark Valuta Plus che Abn Amro, emittente della Royal Bank of Scotland, quota sul mercato Sedex. I Valuta Plus sono certificati di investimento che consentono con importi minimi ( sono stati tutti emessi a 100 euro nominali), di partecipare linearmente alla crescita di un deposito monetario in valuta, remunerato quotidianamente sulla base dei tassi d’interesse interbancari del paese di riferimento. Più nel dettaglio i Valuta Plus replicano l’andamento di un indice monetario creato appositamente dall’emittente definito Total Return Money Market Index (TRMMI). Ciascun indice sottostante rappresenta un deposito in valuta estera che matura giornalmente interessi al relativo tasso di interesse meno uno spread che l’emittente trattiene. Alla data di emissione il valore dell’indice sottostante era pari all’equivalente di 100 euro ( pari al prezzo di emissione del certificato) convertiti in valuta straniera al tasso di cambio corrente. Successivamente, il valore dell’indice sottostante è stato giornalmente calcolato applicando la seguente formula:
valore giornaliero dell’indice = valore dell’indice precedente * [1+(tasso d’interesse - Spread) * 1/base di calcolo]
Pertanto, il prezzo dei Valuta Plus è influenzato dall’andamento dell’indice sottostante e conseguentemente dall’andamento del relativo tasso d’interesse, tenendo conto dello spread, nonché del tasso di cambio corrente tra la valuta di denominazione dell’indice sottostante e l’euro. Alla scadenza, i Valuta Plus Certificates rimborsano, in modo automatico, un importo pari al livello dell’indice sottostante, convertito al tasso di cambio corrente.
VALUTA PLUS QUOTATI
| ISINCode | Sottostante
| Prezzo
emissione | Prezzo denaro €
24/02/2009 | Variazione %
| Scadenza
| Tasso
emissione | Spread
| Divisa
| Cambio
emissione |
| NL0000707933 | Lira Turca | 100 | 122,85 | 22,85% | 16/12/2010 | 17,5% | 2% | TRY | 1,88 |
| NL0000081628 | Rand Sudafricano | 100 | 74,1 | -25,9% | 16/12/2010 | 6,85% | 1,28% | ZAR | 7,38 |
| NL0000081735 | Dollaro Neozelandese | 100 | 86,7 | -13,3% | 16/12/2010 | 7,66% | 0,8% | NZD | 1,76 |
| NL0000081719 | Peso Messicano | 100 | 79,45 | -20,55% | 16/12/2010 | 7,64% | 1% | MXN | 12,65 |
| NL0000081636 | Dollaro Australiano | 100 | 95,65 | -4,35% | 16/12/2010 | 5,43% | 0,8% | AUD | 1,6 |
| NL0000081677 | Sterlina Britannica | 100 | 88,5 | -11,5% | 16/12/2010 | 4,45% | 0,4% | GBP | 0,68 |
| NL0000081693 | Fiorino Ungherese | 100 | 101,05 | 1,05% | 16/12/2010 | 5,99% | 1,5% | HUF | 250,78 |
| NL0000081727 | Corona Norvegese | 100 | 103,25 | 3,25% | 16/12/2010 | 2,43% | 0,7% | NOK | 8,05 |
| NL0000081743 | Zloty Polacco | 100 | 92,2 | -7,8% | 16/12/2010 | 4,34% | 0,6% | PLN | 3,82 |
| NL0000081776 | Dollaro Americano | 100 | 106,3 | 6,3% | 16/12/2010 | 4,54% | 0% | USD | 1,21 |
| NL0000081644 | Dollaro Canadese | 100 | 95,5 | -4,5% | 16/12/2010 | 3,55% | 0,4% | CAD | 1,38 |
| NL0000081750 | Corona Svedese | 100 | 89 | -11% | 16/12/2010 | 1,85% | 0,5% | SEK | 9,28 |
| NL0006061608 | Eonia Euro | 100 | 104,9 | 4,9% | 16/12/2010 | 3,95% | 0,15% | EUR | N/A |
| NL0000081685 | Dollaro di Hong Kong | 100 | 101,6 | 1,6% | 16/12/2010 | 3,87% | 0,8% | HKD | 9,36 |
| NL0000081669 | Corona Ceca | 100 | 106,9 | 6,9% | 16/12/2010 | 1,9% | 0,5% | CZK | 28,51 |
| NL0000081651 | Franco Svizzero | 100 | 110,9 | 10,9% | 16/12/2010 | 0,88% | 0,1% | CHF | 1,56 |
| NL0000081768 | Dollaro di Singapore | 100 | 105,9 | 5,9% | 16/12/2010 | 3,32% | 0,6% | SGD | 1,97 |
| NL0000081701 | Yen Giapponese | 100 | 118,35 | 18,35% | 16/12/2010 | 0,04% | 0,15% | JPY | 143,04 |
Dalle rispettive date di emissione, il 2 febbraio 2006 per la totalità dei 18 Valuta Plus ad eccezione di quello sulla lira turca che è stato emesso il 25 settembre dello stesso anno, il certificato che sta regalando la migliore performance è proprio quello agganciato al nuova lira di Istanbul. Nonostante la svalutazione degli ultimi sei mesi e il drastico ridimensionamento del tasso interbancario di riferimento ( dopo l’ultimo taglio di 150 punti base di venerdì 20 febbraio il Turkish Interbank Rate Overnight è passato dal 17,5% dell’emissione del certificato all’attuale 11,50% e pertanto adesso il tasso riconosciuto sul deposito monetario è del 9,5%) il certificato è ancora positivo di oltre il 22% avendo accumulato dall’emissione all’11 ottobre dell’anno successivo un rendimento del 15,375% al netto dello spread, dal 12 ottobre 2007 fino al 13 dicembre un rendimento netto del 14,25% e solamente nel corso del 2008 una remunerazione giornaliera degli interessi inferiore al 14%. Hanno invece beneficiato esclusivamente dell’apprezzamento delle rispettive divise nei confronti dell’euro, dal momento che il tasso di interesse riconosciuto sui depositi sottostanti è prossimo allo zero, i due Valuta Plus sullo yen giapponese e sul franco svizzero. In particolare il certificato che copre la valuta nipponica segna un rialzo del 18% dall’emissione e di oltre il 30% dai 90 euro di sei mesi fa solamente per effetto della variazione del tasso di cambio. Infatti va considerato che lo Japanese Yen Libor next-spot, ovvero il tasso che determina la remunerazione giornaliera del deposito, ha raggiunto un massimo dell’1,40% ( peraltro dedotto dello spread trattenuto dall’emittente) il 26 settembre dello scorso anno e attualmente è allo 0,1723%. Situazione quasi del tutto analoga per il certificato legato alla divisa svizzera. Il tasso di interesse riconosciuto ( lo Swiss Franc Libor next-spot) ha raggiunto negli ultimi giorni il suo livello più basso, ovvero lo 0,13%.
Nel grafico comparativo delle performance degli ultimi sei mesi si può notare come il Valuta Plus sullo yen si sia letteralmente impennato (linea arancio), quello sul franco svizzero si sia mosso al rialzo di poco meno del 10% ( linea blu) mentre quello sulla lira turca abbia pagato la svalutazione della relativa valuta ( linea bianca).
Dall’altra parte della classifica di performance non potevano che esserci quei certificati che hanno come sottostanti le valute dei paesi che più stanno pagando la crisi finanziaria. Per questi certificati il crollo delle rispettive valute unito al ridimensionamento dei tassi di interesse è stato letale. Il Valuta Plus sudafricano ad esempio è in calo del 25% dall’emissione nonostante il Johannesburg Interbank Agreed Rate ad un mese sia ancora al 10,025% ( occorre però considerare lo spread dell’1,28%); colpa principalmente del rapporto di cambio eur/zar passato da 7,3826 della data di partenza all’attuale 12,8207.
LE VALUTE SONO IL PERNO SU CUI GIRA IL CARRY TRADE
Finanziarsi in yen o franchi svizzeri per acquistare asset in valute più remunerative di almeno cinque volte e destinare il guadagno all’investimento azionario. E’ questo in buona sintesi il meccanismo che negli ultimi anni ha fatto salire alla ribalta il carry trade. Come si può vedere dal grafico comparato delle performance del rapporto di cambio yen/dollaro ( linea bianca) e dell’indice S&P500 ( linea arancio) la correlazione è stata speculare negli ultimi due anni. Solamente ultimamente il meccanismo si è evidentemente inceppato. Del resto le tensioni sul fronte monetario, con i tassi statunitensi ormai sullo zero e quelli maggiormente remunerativi ritenuti troppo rischiosi proprio per il timore di quello che nelle ultime settimane sta accadendo, ovvero la forte svalutazione delle rispettive valute di riferimento, hanno scoraggiato la messa in pratica di questa pratica finanziaria. Il carry trade ad ogni modo non è certamente una pratica accessibile ai piccoli risparmiatori. Ma sapere che ci sono degli strumenti facilmente negoziabili, in grado di replicare il primo anello della catena, può essere utile anche per chi desidera solamente sfruttare gli alti tassi di interesse garantiti dai depositi monetari in valuta con l’aspettativa che la tempesta sul fronte valutario si plachi.
UN COLLAR PROTETTO PER LE VALUTE AD ALTO RENDIMENTO FIRMATO DA UNICREDIT
E’ stato proposto sul mercato da UniCredit, con emittente HVB, il 22 agosto 2007 per rispondere all’esigenza di coloro che intendevano diversificare i propri investimenti sul settore delle valute ad elevato tasso di interesse un certificato a capitale interamente protetto denominato FX Index Collar. Il certificato, che il prossimo 22 agosto giungerà alla data di esercizio automatico, è quotato sul segmento di mercato Cert-X e agisce su un indice proprietario composto da un paniere di tassi di interesse mondiali del mercato monetario overnight. Per ciò che riguarda la struttura del certificato, al termine dei due anni di durata questo riconoscerà il 68% della performance positiva dell’indice sottostante fino ad un guadagno massimo del 18% e rimborserà nella peggiore delle ipotesi il 100% dei 100 euro nominali. L’indice sottostante, il BestZins Welt (Performance) è quotato in euro e riflette le variazioni di un deposito monetario in valute , selezionate tra 22 valute mondiali sulla base del migliore differenziale tra il tasso di interesse e il tasso di riferimento EONIA alla stessa data. Osservando il grafico giornaliero dall’emissione del certificato si nota come dai 105,29 punti iniziali l’indice BestZins Welt sia riuscito a spingersi in positivo solo per un 5% ( il top è stato toccato l’8 ottobre 2007 a 110,22 punti) mentre i 91,08 punti degli ultimi giorni siano poco distanti dai minimi del 17 dicembre scorso a 88,70 punti. Il Collar invece presenta sul Cert-X di EuroTLX una quotazione di 95,70 euro in denaro.
PIATTO RICCO CON L’AIRBAG
Sta invece regalando un ottimo 18% di guadagno dai 100 euro di emissione l’Airbag emesso da Abn Amro poche settimane prima del Collar di HVB. Il certificato, emesso il 6 luglio 2007, ha codice ISIN NL0000783934 e appartiene alla categoria dei capitale protetto condizionato e punta sostanzialmente sulla capacità del dollaro di apprezzarsi contro l’Euro. La struttura alla base del certificato prevede che a scadenza ( prevista per il 29 giugno 2010) venga rimborsato il capitale nominale nel caso in cui il dollaro si trovi contro la valuta unica nell’intervallo di prezzo compreso tra il livello di 1,3596 e 1,7675. Nel caso tale soglia venga superata al rialzo è prevista l’attivazione dell’Airbag, ovvero di un cuscinetto che consentirà di limitare le perdite del capitale causate dal rialzo dell’Euro oltre il 130% della barriera: nella pratica verrà applicato alla parte di capitale non intaccata dalle perdite un fattore Airbag, cioè un numero pari a 1,428. In termini pratici se il dollaro si trovasse a scadenza a 1,90 contro l’Euro, il 40% di perdita accusata dai valori di strike verrebbe attutito per effetto del moltiplicatore 1,428 applicato sui 60 euro residui ( 60 X 1,428 = 85,68 euro). Le maggiori potenzialità vengono però espresse dal certificato in caso di rialzo del dollaro grazie ad una leva del 400% applicata sull’intera variazione positiva messa a segno dalla divisa statunitense nei confronti dell’Euro. Da qui i 118 euro di quotazione a fronte di un livello di cambio pari a 1,28.
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