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TRA HEDGE E SPECULAZIONE

a cura della Redazione

Coperture di portafoglio e strategie unidirezionali: la doppia veste dei Leverage Certificate.

Quando i trend cominciano a caratterizzarsi per l’elevata volatilità e per i repentini cambiamenti di direzione sia sul fronte azionario che su quello valutario, i principali indici di volatilità implicita dei mercati azionari (VIX e VSTOXX) ne forniscono il segnale. Se la volatilità torna a minacciare i mercati e di conseguenza il nervosismo di operatori e investitori aumenta, i leverage certificate si rivelano molto utili sia per la costruzione di strategie speculative unidirezionali che per fini di copertura del portafoglio o di posizioni in essere in strumenti derivati.

Prima di scendere nel dettaglio, iniziamo col definire i leverage certificate come certificati a leva, che offrono un’esposizione più che proporzionale alle variazioni di prezzo di un determinato sottostante consentendo di beneficiare, a seconda della tipologia, di rialzi oppure di ribassi dello stesso. In tale ottica, si comprende, come si tratti di strumenti notevolmente più rischiosi rispetto ai classici certificati di investimento, in quanto l’esposizione più che proporzionale ai movimenti del sottostante comporta il rischio di perdita totale del capitale investito, qualora si verifichi l’evento stop loss.

SHORT S&P 500

Prendiamo a titolo esemplificativo un campione di quattro i certificati leverage con facoltà short scritti sull’indice americano S&P 500, scaduti a dicembre 2011. In particolare, sui sottostanti denominati in valuta diversa dall’euro, è da tenere in considerazione anche l’esposizione valutaria implicita, nello specifico il cambio eur/usd. Come è possibile notare dalla tabella, è associato un effetto leva maggiore ai certificati che presentano uno strike level più vicino ai corsi spot del sottostante. Nello specifico è il minishort identificabile con codice Isin NL0009629674 a contraddistinguersi per una partecipazione ai movimenti ribassisti del sottostante nella misura di 1 : 14,29. Il current strike posizionato a 1423 punti rispetto ai 1337 punti dell’indice statunitense, tenuto conto di un cambio €/$ pari a 1,42, ha consentito all’investitore di replicare una posizione completa sull’S&P 500 al ribasso, finanziando l’acquisto di circa 86 punti in dollari, ovvero 61,8 in euro, rispetto ai 1337 punti del sottostante espressi in $. Al fine di valutare in che modo i certificati oggetto di analisi abbiano saputo replicare le performance del relativo sottostante (linea rossa), il lettore può fare riferimento al grafico presente in pagina. Tale analisi è stata effettuata a partire dall’ 8 febbraio 2011. Sebbene le performance rispecchino le diverse esposizioni, in tema di leva finanziaria, sul sottostante è doveroso sottolineare che gioca un ruolo fondamentale sul conseguimento di tali performance non solo la variabile cambio, ma anche il costo di provvista.

Nei minifuture, infatti, è previsto un meccanismo di aggiornamento periodico dello strike (giornaliero) e del livello di stop loss (mensile). Gli interessi dovuti dall’investitore, come effetto del finanziamento percepito, sono infatti cumulati giornalmente allo strike invece di essere corrisposti anticipatamente al momento dell’acquisto del certificato e il livello di stop loss viene aggiornato mensilmente in maniera tale da lasciare sempre inalterato in termini percentuali lo scostamento tra livello di stop loss e strike.

Per meglio spiegare il funzionamento di questa tipologia di prodotti, analizziamo quanto detto in precedenza con l’ausilio di un grafico a istogramma. La parte in arancione ( 86 punti ) , rappresenta il valore in punti del certificato (espresso in dollari), mentre la parte in blu rappresenta lo strike, ossia la parte finanziata dell’emittente per la replica del sottostante tecnicamente definito “financial level”.

HEDGING PORTFOLIO

I certificati leverage, in particolare quelli con facoltà short, possono essere utilizzati anche per gestire in maniera attiva l’esposizione azionaria del proprio portafoglio, nonché tutelare, a basso costo, le proprie posizioni in essere verso il relativo benchmark, durante eventuali shock di mercato. Se il mercato dei derivati e in particolar modo quello dei future è la soluzione ideale, è pur vero di contro che l’investitore potrebbe non voler coprire l’intero nozionale controllato ovvero potrebbe essere in possesso di una posizione nettamente inferiore. Ecco come i leverage certificate, oltre a liberare l’investitore dal costo implicito dovuto al rispetto dei margini di garanzia, offrono una valida alternativa in quanto consentono di frammentare l’esposizione sul sottostante.

In tale ottica diviene quindi necessario conoscere non solo il nozionale di riferimento dei classici future sui principali indici azionari, ma anche quanti leverage siano necessari per replicare totalmente l’esposizione. In tal modo, tramite una semplice proporzione, partendo dal controvalore della propria esposizione lineare, è possibile risalire all’esatto numero di strumenti a leva da acquistare per coprire la propria posizione, come mostrato nella tabella “ Leverage Certificate e Future”.

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