CLUB CERTIFICATES
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UN PONTE PER INTESA SANPAOLO

Un Express su Intesa Sanpaolo con barriera a 1,577 euro permette di guardare con maggiore fiducia al recupero delle posizioni in perdita. Brillante il recupero dai minimi di luglio ma non è finita qui.

a cura della Redazione

Palazzo Mezzanotte Milano

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Tra i titoli più penalizzati del listino italiano dallo scorso dicembre, senza che vi siano evidenti motivazioni legate a necessità di aumento di capitale o a fragili coefficienti di solvibilità, Intesa Sanpaolo sta provando a risalire la china dopo aver rivisto pericolosamente livelli inferiori ai 2 euro ad azione. Per chi ha il titolo in carico a valori prossimi ai 2,6/,80 euro la strada è ancora lunga , nonostante sia pensiero comune che il gruppo bancario torinese sia la migliore banca a livello nazionale ed europeo. Un ponte per il recupero delle posizioni sofferenti viene offerto sul mercato dei certificati da un Express targato Unicredit, che per caratteristiche e potenzialità si presta idealmente a operazioni di switch to recovery.

Il certificato, identificato da codice Isin DE000HV4AT25 è stato emesso a giugno 2015, allorché Intesa Sanpaolo quotava 3,154 euro; con frequenza semestrale, il certificato potrebbe essere rimborsato anticipatamente, rispetto alla scadenza naturale del 2019, a condizione che il titolo rilevi un valore non inferiore ai 3,154 euro dello strike iniziale. In tal caso, al rimborso dei 100 euro si andrà ad aggiungere il pagamento di un coupon a memoria del 6% semestrale.

Qualora questo non venga mai rimborsato prima della scadenza, all’ultima data il rimborso dei 100 euro maggiorati dei 54 euro di coupon verrà riconosciuto per valori di Intesa ancora una volta non inferiori ai 3,154 euro, diversamente i 100 euro nominali verranno restituiti senza alcun rendimento per valori inferiori allo strike ma superiori ai 1,577 euro della barriera; solamente al di sotto di quest’ultima soglia, i 100 euro saranno moltiplicati per l’effettiva performance negativa dell’azione a partire dal livello iniziale.

Compreso lo scenario di rimborso alla scadenza o alle date intermedie, valutiamo le opportunità offerte da questo certificato. Lo scorso 6 luglio, in occasione della nostra prima analisi svolta durante il webinar di luglio, il certificato era acquistabile sul mercato a un prezzo di 53,05 euro contro un valore di Intesa Sanpaolo pari a 1,59 euro, ovvero a ridosso della barriera. Proprio questa condizione di estrema vicinanza alla barriera permetteva al certificato di quotare quasi al valore della propria componente lineare, riducendo al minimo l’incidenza del premio. L’acquisto al prezzo di 53,05 euro, anche in caso di mancato incasso dei coupon, portava con sé un rendimento del 90% da conseguire alla sola condizione che Intesa avesse rilevato alla scadenza del 2019 a un prezzo non inferiore a 1,575 euro.

SWITCH TO RECOVERY

Da qui lo spunto operativo di switch dal titolo azionario, capace di generare un rendimento di circa il 90% anche in caso di stabilità dell’azione. Uno scenario fin troppo ghiotto per non essere sfruttato a dovere e i risultati sono stati visibili sin da subito. A distanza di circa due mesi, come si è avuto modo di osservare durante il webinar di settembre, a fronte di un recupero del 22% di Intesa Sanpaolo, il certificato aveva maturato un rialzo superiore al 24%, permettendo cosi di far meglio dell’azione sottostante.

Ad oggi, alla vigilia del nuovo webinar di ottobre, Intesa Sanpaolo ha ulteriormente allungato il passo, salendo a 2,156 euro, mentre il certificato a quota 74,5 euro ha realizzato un progresso del 40% a fronte dei 35 punti guadagnati da Intesa. In prospettiva futura, ai prezzi correnti il rendimento potenziale è sceso al 35% ma per contro è salito il margine di distanza sulla barriera (al 27%). Uno scenario ancora valido per chi avesse necessità di recuperare terreno sull’azione Intesa.

Certificati e Derivati Srl - pi 09103221009.

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