CLUB CERTIFICATES
Club Certificates è un iniziativa ideata da Certificati e Derivati in collaborazione con UniCredit Corporate & Investment Banking, dedicata all'investimento a medio termine per investitori e professionisti che puntano a diversificare le proprie strategie di investimento. Si pone come luogo d'incontro tra investitori, specialisti di prodotto ed analisti finanziari. Ti aspettiamo tutti i giorni nella sezione dedicata sul sito www.certificatiederivati.it per proporti aggiornamenti, idee operative e metterti in contatto con gli specialisti di Certificati e Derivati. Ogni mese, segui e partecipa al webinar online dedicato alla formazione e alle strategie operative, per mettere in atto le tue scelte d'investimento in maniera consapevole e profittevole.

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Petrolio, seconda chiamata

Nonostante il rimbalzo delle ultime sedute, il mese di febbraio sta andando in archivio con una nuova performance negativa per il petrolio, che dopo aver toccato un minimo di 26 dollari poco prima di metà mese ha trovato almeno la forza di rimbalzare e recuperare l’area dei 30 dollari.

a cura della Redazione

Palazzo Mezzanotte Milano

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Merito delle acrobazie diplomatiche del primo ministro iraniano, che nel corso di un vertice con i paesi produttori di Venezuela, Iraq e Qatar, è riuscito a incoraggiare il ritorno degli acquisti benché in assenza di annunci decisivi sul lato della produzione.

Complice anche il contango, che come vale la pena ricordare influisce ogni mese sul differenziale di prezzo tra i due contratti futures oggetto di rollover – il prezzo del barile appare in netta ripresa dai minimi ma in realtà non si trova cosi distante dai prezzi che hanno fatto cadere anche gran parte dei listini azionari a metà mese. A riprova della debole ripresa, l’indice che fotografa l’andamento del prezzo del Crude Oil quotato al Nymex di New York – l’indice S&P GSCI Crude Oil ER - è oggi a 124 punti, in ribasso del 4% rispetto alla chiusura precedente a causa del nuovo affondo del petrolio, non cosi distante dai minimi toccati l’11 febbraio a 112,46 punti. Lo stesso può dirsi per l’Eurostoxx Oil&Gas, l’indice delle società dell’area euro operanti nel campo della produzione e raffinazione nel settore petrolifero, che è oggi a 252 punti contro un minimo a 227,68 punti segnato nello stesso giorno del bottom dell’oro nero.

Sui due indici, come già segnalato nel nostro precedente appuntamento, sono quotati una serie di certificati dal profilo di rischio rendimento allettante. Il Cash Collect Autocallable identificato da codice Isin DE000HV4A4C9, caratterizzato da uno schema di rilevazioni intermedie con cadenza trimestrali, valide ai fini del potenziale rimborso anticipato del capitale e soprattutto al pagamento di una cedola trimestrale del 2,25%, è passato dai 94 punti di fine gennaio ai correnti 86 euro e pertanto incrementa le potenzialità di rendimento tanto sulle cedole periodiche quanto a scadenza, in virtù di una barriera posizionata a 116,156 punti. Lo strike del certificato, utile per l’eventuale rimborso anticipato, è fissato a 154,875 punti e la prima rilevazione è in calendario al 30 marzo per una cedola trimestrale del 2,25% senza effetto memoria ( le prime due sono peraltro incondizionate).

Sull’indice Oil&Gas paneuropeo è invece quotato un Twin Win emesso da Unicredit , identificato da codice Isin DE000HV8A869, che alla scadenza del 16 febbraio 2018 liquiderà i 100 euro nominali maggiorati della perfomance positiva dell’indice a partire dai 329,99 punti e della metà di quella negativa, invertita di segno, a condizione che resti invariata la barriera posta a 183,1445 punti. Come già spiegato, un rialzo dell’indice del 20% darà luogo a un rimborso a scadenza di 120 euro mentre un ribasso della stessa entità a una liquidazione di 110 euro, trasformando cosi la variazione negativa in un guadagno. Condizione richiesta per la partecipazione in termini assoluti all’andamento dell’indice è , come detto, la tenuta della barriera lungo l’intero arco di vita del prodotto, con osservazione continua intraday, pena la trasformazione del certificato in un semplice replicante dell’indice con conseguente perdita in conto capitale in caso di performance negativa.

Ai valori correnti di 252 punti, in ribasso del 23,39% dallo strike iniziale, il certificato quota 80 euro, in ribasso dagli 84 euro della precedente rilevazione, e la combinazione tra la quotazione dell’indice maggiormente distante dallo strike e quella del certificato ancora più ridotta, incrementa le potenzialità di rendimento " a bocce ferme" al 39,25%: a tanto ammonterebbe infatti il rendimento a scadenza ipotizzando che l’indice terminasse il suo cammino ai correnti 252 punti senza aver mai violato la barriera.

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