Redazione / Approfondimento

LA VIA PIU' BREVE PER LA RISALITA

Nuove opportunità per gli investitori che si trovano alle prese con il recupero delle perdite pregresse. Strategie Recovery pronte all’uso.

Articolo del 30/09/2019 a cura della redazione

Può capitare a tutti di investire su un titolo sbagliato o semplicemente di sbagliare timing di entrata e di ritrovarsi così con una perdita più o meno ingente da dover recuperare. Oltre che affidarsi alla speranza di una risalita delle quotazioni, gli investitori incastrati possono già da qualche tempo ormai, trovare una soluzione alternativa in una strategia pronta all’uso, quotata in Borsa Italiana e accessibile a tutti una volta compreso il funzionamento.

Il nome della strategia è Recovery Bonus Cap e prende la forma di un certificato quotato al Sedex da Société Générale, nella categoria dei certificati a capitale protetto condizionato.

Più in particolare, tali strumenti permettono di puntare all’incasso di un rendimento assai sostanzioso anche sul breve periodo, a patto che il titolo su cui implicitamente si investe con l’obiettivo di vederlo risalire, non scenda.

Una strategia del tutto asimmetrica che consente pertanto di incassare rendimenti anche in scenari negativi del titolo azionario, ovvero in quegli scenari in cui l’azionista già in sofferenza continuerebbe ad accumulare perdite.

Dal 27 settembre Société Générale ha ampliato la propria offerta di Recovery Bonus Cap quotandone una serie di 15 nuove proposte legate ad altrettanti sottostanti azionari. Si va dagli indici come il FTSE Mib, Eurostoxx 50 e Eurostoxx Banks a 12 titoli azionari internazionali, con obiettivi di rendimento anche a doppia cifra su scadenze che vanno dai 3 ai 15 mesi. 

Guardando al brevissimo termine, le barriere sulla scadenza di dicembre 2019, che consentiranno, se tenute, di generare rendimenti tra il 4,5 e 6,5%, sono tutte posizionate a una distanza del 10% dai valori strike dei titoli. Le caratteristiche di queste 4 proposte ben si sposano con chi evidentemente ha una view neutrale o moderatamente positiva sui mercati azionari da qui a fine anno.

Si tratta però di certificati studiati appositamente per monetizzare gran parte della volatilità che accompagna i titoli sottostanti.

A titolo di esempio si guardi al Recovery Top Bonus sul titolo UniCredit (Isin LU2000318498) caratterizzato da un livello barriera posizionato a 9,684 euro. Come è possibile vedere anche dal grafico sottostante, si tratta di un livello quasi chiave per la tenuta dei corsi del titolo bancario, un’area di supporto che ha saputo resistere in tre diverse occasioni.

Margini risicati, con un buffer corrente di poco inferiore al 12%, ma la barriera discreta e quindi rilevata solo alla naturale scadenza dota il certificato di una dose di flessibilità che può tornare utile per la riuscita dell’investimento. Numeri alla mano, con UniCredit che scambia in area 10,74 euro, il certificato è acquistabile a 96,35 euro, con un upside potenziale del 3,78%.

Più vasta l’offerta sulla scadenza di dicembre 2020. Sulla durata residua di 15 mesi, sulla base dei livelli delle caratteristiche implicite a ogni singolo sottostante, in particolare volatilità e dividend yield, la barriera capitale si posiziona al 75% o all’80%, mentre i bonus di rendimento viaggiano tra il 4,5% della proposta sull’Eurostoxx 50 fino al 14% del certificato agganciato al titolo STMicroelectronics.

Le coppie buffer e rendimento potenziale riflettono infatti il più basilare concetto di rischio-rendimento atteso. Un mix di fattori che pone l’investitore a scegliere tra le proposte che meglio rispecchiano le proprie aspettative e il grado di rischio.

Tra i top performer si distingue in modo particolare il Recovery Top Bonus su FCA (Isin LU2000318811).

Il certificato si distingue per la presenza di una barriera capitale posizionata a quota 9,309 euro, ovvero il 75% dello strike iniziale. Gli attuali 11,934 euro valgono un buffer attuale del 28,20%, mentre la quotazione di 86,55 euro esprime un rendimento potenziale a scadenza che si attesta al 15,54%.

Graficamente la barriera invalidante su FCA si posiziona sui minimi degli ultimi due anni ad un livello decisamente inferiore al supporto statico che ha arrestato le discese del titolo in ben tre occasioni, passante intorno area 11,20-11 euro.

Completano l’offerta degli ultimi Recovery Top Bonus, nuovi sottostanti su cui poter puntare con obiettivo recupero: tra questi Repsol, Bayer e Orange mentre tra le banche italiane spicca BPER.