Redazione / Approfondimento

BANCHE A PREZZI DI SALDO

Viaggiano a un terzo del valore di un anno fa e a questi prezzi meritano di essere inserite in portafoglio. Come gestire l’incertezza presente e futura con una strategia quotata da UBS.

Articolo del 27/06/2019 a cura della redazione

Con un ribasso medio del 30% a un anno e del 20% nel solo mese di maggio, le principali banche italiane e d’Oltralpe stanno anticipando i saldi estivi quotando a prezzi il più delle volte inferiori anche alla sola cassa o al loro valore mobiliare, nonostante le trimestrali record del primo trimestre e ai relativi dividendi quasi a doppia cifra pagati proprio in questi giorni.

La fine del generoso QE dell’era Draghi e i timori legati a un nuovo rallentamento economico sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto i corsi azionari di Intesa Sanpaolo a ridosso della soglia, non esclusivamente psicologica, di 1,80 euro o quelli di Societe Generale ai prezzi del 2012, quasi al di sotto di 22 euro.

Un contesto difficile da gestire, che può estendersi al principale indice settoriale bancario europeo – l’Eurostoxx Banks, in calo del 15% a maggio e a soli 6 punti dall’importante minimo del 2016, che richiede capacità da buon incassatore di colpi e un’accurata strategia di attacco da impostare preferibilmente con un pool opzionale in grado di reggere all’urto di eventuali nuovi ribassi e di generare, al contempo, elevati ritorni potenziali.

Una soluzione adatta allo scopo è stata studiata dalla svizzera UBS, emittente di un Express con coupon, meglio conosciuto sul mercato italiano come Phoenix Memory, agganciato a un basket composto da 4 delle principali banche dell’area Euro.

Il certificato, identificato da codice ISIN DE000UY36S95, segue in particolare l’andamento dei titoli Intesa Sanpaolo, Unicredit, BNP Paribas e Societe Generale e ha fissato i valori strike dei 4 titoli sulla base dei prezzi di chiusura del 24 maggio scorso.

fonte CedLAB.it

A partire da tali livelli, ha individuato a una distanza del 45% le barriere valide per la protezione del capitale alla scadenza dei 6 anni di massima durata prevista: ciò implica che, ad esempio, per Intesa la barriera di protezione sia posta a quota 1,05 euro e per SocGen a 13,56 euro, ben al di sotto dei minimi storici toccati nel 2012.

Una rete di protezione del capitale cosi ampia, sebbene sia condizionata, consente all’investitore di prendere posizione a questi prezzi, relativamente molto cheap, con la consapevolezza che anche un eventuale market timing non perfetto non porterà a perdite certe.

Queste, infatti, potranno verificarsi alla scadenza di maggio 2025 solo ed esclusivamente qualora uno dei titoli bancari del basket quoti a un prezzo inferiore alla propria barriera: in tal caso, i 100 euro nominali saranno diminuiti della performance peggiore tra le quattro. Diversamente, anche nell’ipotesi di un profondo ribasso del 45%, il capitale verrà interamente restituito.

Se dal lato della riduzione del rischio azionario, il certificato esprime elevate doti protettive, su quello del rendimento non è da meno, con un potenziale flusso cedolare mensile dell’1% ( 12% p.a.) che verrà pagato ai possessori qualora il titolo con la performance più debole tra i quattro rilevi almeno al 75% dello strike iniziale.

Dotati di effetto memoria, i premi mensili, consentono di stimare a priori un rendimento complessivo del 72% che il certificato potrà riconoscere alla scadenza dei 6 anni, anche in uno scenario di marcato ribasso dei bancari per i prossimi anni e successivo recupero della soglia del 75% in prossimità dell’ultima data di valutazione.

L’opzione della memoria, infatti, permette di accantonare tutti i coupon non percepiti nel tempo, a causa di una rilevazione inferiore alla soglia minima richiesta, per il successivo riconoscimento in un’unica soluzione alla prima occasione in cui tutti i titoli vengano rilevati al di sopra della barriera del 75%.

A completare la strategia messa in piedi da UBS, un’opzione Autocallable che potrebbe far terminare anzitempo il cammino del certificato. A partire da maggio 2020, infatti, con cadenza mensile oltre all’osservazione per il pagamento del coupon ( barriera 75%) si procederà a quella per il possibile rimborso anticipato del capitale ( barriera 100%): pertanto, ipotizzando che dopo il primo anno le 4 banche siano tutte in rialzo rispetto ai valori di emissione, il certificato verrà liquidato ai possessori con un importo di rimborso di 100 euro maggiorato della cedola di spettanza per quel mese e quelle eventualmente rimaste in memoria.