Redazione / Approfondimento

CASH COLLECT, ECCO LA PROPOSTA DI SOCGEN

Alte cedole trimestrali sulla scadenza dei 18 mesi. Societe Generale ha avviato la copertura su 5 titoli italiani quotando 5 Cash Collect in Borsa Italiana.

Articolo del 12/03/2018 a cura della redazione

Société Générale continua a puntare sui prodotti con cedola periodica. Con questa ultima serie, l’emittente francese ha scelto di ampliare il proprio ventaglio di emissioni guardando oltre il segmento delle valute emergenti che ha finora caratterizzato i sottostanti dei Cash Collect Plus. Nasce così una serie composta da 5 nuovi Cash Collect su singoli titoli azionari, con cedole trimestrali che concorrono a un obiettivo di rendimento annuo che va dall’8% fino al 10,40%.

Grazie alla presenza della barriera discreta, valida e rilevata solo alla naturale scadenza, nonché dell’effetto memoria sui premi periodici trimestrali, i nuovi Cash Collect si distinguono per una spiccata asimmetria che si riflette anche nel buon rapporto tra rischio e rendimento atteso.

I titoli azionari scelti per questa emissione,  Banco BPM, UniCredit, Intesa Sanpaolo, FCA e Generali, hanno consentito all’emittente di proporre rendimenti trimestrali molto alti, dal 2% fino al 2,6%. Come spesso accade quando vengono quotate emissioni in serie, tutte e cinque le proposte approdate al Sedex si distinguono per le medesime caratteristiche, come scadenza, barriera e trigger per il premio periodico. Unica variabile a muoversi in relazione alle caratteristiche di rischio insite in ogni singolo sottostante, è l’ammontare della cedola. L’investitore guardando a questo parametro può rendersi conto facilmente della rischiosità del prodotto.

Tra le cinque proposte, particolarmente interessante anche in relazione all’odierna quotazione sotto la pari al Sedex, è il Cash Collect sul titolo Banco BPM (Isin XS1759882035), attualmente scambiato a 97,6 euro rispetto ai 100 euro nominali.

Il certificato a partire dal 22 maggio 2018 e successivamente per ogni trimestre, rileverà la quotazione del titolo bancario e se questo sarà pari ad almeno l’80% dello strike iniziale rilevato a 3,107 euro, staccherà una cedola del 2,2%. Se il titolo dovesse quotare sotto il livello di 2,4856 euro, nulla sarà dovuto all’investitore con l’ammontare della cedola che non verrà pertanto distribuito ma solamente accantonato, grazie alla presenza dell’effetto memoria sui premi periodici.

L’opzione di richiamo anticipato è attiva a partire dalla seconda rilevazione di agosto 2018. Ciò significa che nel caso in cui in tale data o nelle finestre di rilevazione successive, il sottostante dovesse essere superiore al 100% del livello iniziale, oltre alla cedola prevista si darà luogo anche al rimborso anticipato dell’intero valore nominale. In considerazione dei correnti livelli di prezzo del certificato, della quotazione del sottostante, pari a 2,954 euro, e della scadenza fissata per il 26 agosto 2019, ipotizzando di incassare tutte le cedole previste fino alla naturale scadenza, il certificato si distingue per un rendimento annuale lordo dell’11,52%, decisamente interessante tenuto anche conto che la soglia per la protezione del capitale a scadenza è fissata a 2,486 euro, oggi distanti il 15,84%. Livello che rappresenta il minimo da esattamente un anno.

Completano la serie, i Cash Collect su Generali Assicurazione ( 2% di cedola a trimestre con barriera a 12,352 euro), su Unicredit ( 2,40% di cedola con barriera a 13,957 euro) e a salire quelli su Intesa Sanpaolo ( barriera a 2,477 euro) e FCA ( barriera a 13,957 euro), entrambi con cedole trimestrali del 2,60%, pari a un potenziale rendimento annuo del 10,40%.