Redazione / Approfondimento

Dopo i bancari, ecco la nuova proposta da Oltralpe

Alla prima occasione è andato a rimborso anticipato il Phoenix Memory su titoli bancari svizzeri emesso sei mesi fa da Leonteq. Il rendimento superiore al 4% e la diversificazione geografica hanno spinto l’emittente svizzera a rinnovare subito la proposta

Articolo del 11/12/2017 a cura della redazione

I certificati di investimento stanno crescendo sempre più nei portafogli degli investitori italiani che dimostrano di apprezzarne le caratteristiche di flessibilità e soprattutto l’efficienza sotto il profilo fiscale. Un binomio che ha permesso a questa industria di proporre delle forme di investimento alternative ai bond equity linked e complementari agli strumenti più tradizionali come fondi o ETF.

Tra il panorama degli strumenti offerti in Italia da Leonteq, nel mese di giugno aveva catturato l’attenzione un’emissione, avente codice Isin CH0366220934, collegata a un sottostante composto da una selezione di tre tra i principali titoli bancari svizzeri, quali Credit Suisse, Julius Baer e UBS, e caratterizzata dalla collaudata struttura dei Phoenix Memory con cedole mensili che puntavano a un rendimento complessivo annuo superiore all’8%.

Un investimento che tuttavia ha avuto vita breve in quanto il 5 dicembre scorso, alla sesta data di osservazione in programma e la prima utile al rimborso anticipato, i tre titoli sottostanti sono stati tutti rilevati ad un livello superiore allo strike iniziale attivando l’opzione autocallable, ovvero l’estinzione anticipata dell’investimento. Un evento che normalmente viene visto in modo positivo ma che in alcuni casi può rivelarsi un’arma a doppio taglio lasciando orfani gli investitori di un asset di valore.

L’emittente elvetica tuttavia non si è fatta trovare impreparata quotando lo stesso 5 dicembre un nuovo Phoenix Memory con codice Isin CH0387885657 con caratteristiche molto simili. Il sottostante è ancora una volta formato da un basket di tre primarie società quotate sulla borsa di Zurigo, quali LafargeHolcim, produttore di materiali edili, Nestlè, una delle principali compagnia alimentari su base mondiale e la farmaceutica Novartis, di cui sono stati fissati i livelli iniziali rispettivamente a 53,80, 84,25 e 84,2 franchi svizzeri.

sottostanti a 1 anno

La struttura del certificato replica in toto quella del fortunato predecessore, a partire dalla durata complessiva dell’investimento di cinque anni e dal rendimento offerto che è pari allo 0,647 mensile, ovvero il 7,764% annuo riconosciuto tramite l’erogazione di cedole. L’erogazione di questi importi periodici è soggetta a una condizione, ovvero alla rilevazione da parte di tutti i sostanti ad un livello pari o superiore al 75% dello strike. Anche in caso di un mancato rispetto di tale livello, nulla è perso in quanto la struttura prevede l’effetto memoria che consente di accantonare eventuali cedole non percepite per erogarle non appena le condizioni lo consentano.

Alla sesta data di osservazione si aprirà anche la possibilità del rimborso anticipato, con la restituzione dei 1000 euro nominali oltre che della cedola in programma, che si attiverà con tutti i sottostanti almeno pari al trigger che per il primo anno di vita dello strumento sarà pari allo strike e poi scenderà del 5% per ogni anno.

Qualora si arrivi alla data di valutazione finale del 30 novembre 2022 verrà riconosciuta la cedola se nessun sottostante avrà perso più del 25% mentre la protezione del capitale nominale sarà attiva fino al 50% di ribasso. Oltre tale soglia il rimborso finale verrà calcolato in funzione dell’effettivo andamento, calcolato a partire dallo strike, del titolo con la performance più bassa.

Uno strumento quindi legato a tre primarie società che consente di puntare a un rendimento annuo vicino all’8% con cedole mensili a memoria riconosciuta anche a fronte di un moderato ribasso dei tre titoli. A scadenza invece viene offerta la protezione del capitale fino al 50% di flessione dei titoli.

sottostanti a 5 anni

Guardando allo storico dei tre titoli, solo LafargeHolcim è stato caratterizzato da una volatilità superiore alla media che lo ha portato a perdere il 40% circa del proprio valore tra il 2015 e il 2016, salvo poi recuperare il terreno perso. Un contesto che, in virtù delle caratteristiche del Phoenix Memory, avrebbe in ogni caso consentito di conseguire tutte le cedole, grazie all’effetto memoria, e poi di attivare anche il rimborso anticipato.