Redazione / Approfondimento

SPECIALE VALUTE EMERGENTI

Da qualche settimana i certificati su valute emergenti stanno colando a picco, disegnando uno scenario di gran lunga peggiore di quello fotografato dai cambi spot. Cosa sta succedendo e come comportarsi?

Articolo del 21/05/2018 a cura della redazione

Quando si investe in valute emergenti si è consapevoli del rischio che si corre e più propriamente del rischio cambio che accompagna qualsiasi genere di prodotto, da un’obbligazione in valuta dalle ricche cedole fisse a un fondo comune passando per i certificati di investimento.

Se tuttavia chi sceglie di acquistare un bond in lire turche è ben conscio che a fronte di un rialzo del 10% del tasso di cambio tra euro e lira turca corrisponderà un analogo deprezzamento del controvalore investito nel momento in cui viene effettuata la conversione o il pagamento della cedola, meno lo è chi ha privilegiato l’investimento in valuta attraverso i tanti certificati con diversi lucchetti di protezione del capitale, che oggi si ritrovano con il capitale ridotto a un terzo rispetto a sole poche settimane prima.

Colpa evidentemente della continua e pesante svalutazione della divisa emergente ma anche di un’asimmetria di osservazione del punto di riferimento, che si ritiene debba essere il cambio spot pubblicato giornalmente dalle Banche centrali e che invece, soprattutto quando si parla di strumenti strutturati, risulta essere il forward a termine del prodotto.

COMMENTO ALLA SETTIMANA DEL 21 MAGGIO 2018

Non molto tempo fa, in un contesto di mercato in bilico tra decisioni della Fed e scontri intercontinentali a suon di dazi, avevamo affrontato un topic sì caldo, ma mai quanto ci aspettassimo: le valute emergenti. La frenesia legata alle singole politiche monetarie, nonché le singolari fattispecie di governo, hanno condotto, di riflesso, ad un’imprevedibilità quasi disarmante.

È in questo frenetico ambiente che vogliamo collocare la Lira turca: questo lunedì abbiamo osservato una caduta libera della stessa, il cui valore ha raggiunto i minimi dei precedenti mesi, che ha condotto il tasso di cambio Usd/Try a 4,55 con una riduzione della lira del 3,61% solo nella scorsa settimana. Da inizio anno, infatti, la lira segue un percorso più che irregolare in un contesto intraday, ma più che regolare nel mensile: si posiziona, infatti, tra le peggiori monete emergenti al mondo con una riduzione del proprio valore del 12,88%, data la nota, e più volte confermata, opposizione di Erdogan a un intervento sui tassi di interesse.

In prospettiva dei tassi forward, ciò comporta un’alterazione delle misure prospettiche dello stesso tasso di cambio, spingendoci a segnalare le possibili modifiche degli obiettivi di investimento oltre ai potenziali profitti prefissatici nell’ingresso a mercato. Non dobbiamo però trascurare le altre valute, seppur caratterizzate da minor volatilità: al di là della pessima performance della controparte turca, i forward sulle altre valute emergenti mostrano una riduzione delle aspettative sugli stessi portandoci così ad una considerazione, questa volta positiva, sulle possibili posizioni assunte.

Osserviamo un miglioramento del peso argentino (ARS) del +3,98% seguito dal rublo russo (+2,15%), contro una performance più che negativa del rand sudafricano (-1,66%), compagna di disavventure della lira.

È in questo contesto più che mai frenetico, che contestualizziamo i certificati su valute.

BARRIERE DI DIAMANTE

Sono quei certificati i cui forward si distanziano notevolmente dalla barriera, assicurando lo stacco cedolare e il rimborso del nominale a scadenza. Il certificato XS1314819266 rientra in tale categoria: emesso il 21/12/2016, con scadenza il 27/12/2019 è quotato sul Cert-X ad un prezzo ask di 930/950€.

È un Express Coupon Plus che consente la protezione parziale del capitale, data la barriera up al 161%, avente ad oggetto un basket equipesato di valute (Eur/Brl, Eur/Peso messicano, Eur/Inr, Eur/Zar): alle attuali condizioni consentirebbe, data la distanza attuale del 30% dalla barriera e quella prospettica a scadenza del 5,01% (rispetto ai forward), di ottenere tutte le cedole semestrali rimanenti più il rimborso del nominale, con un upside del 17,79%.

BARRIERE DI VETRO

Questi certificati a scadenza, secondo le prospettive forward, presentano un valore spot molto vicino alla barriera con il rischio sì di infrangerla, ma con un rendimento potenziale elevato: parliamo del Phoenix Memory XS1653923539. Questo strumento, con scadenza l’08/06/2020, prevede cedole a memoria semestrali del 3,2% (su un valore nominale di 10000€), barriera up al 151% (al di sopra della quale non si riceveranno le cedole alle date di rilevazione oltre, a scadenza, un valore di rimborso rettificato della performance negativa del basket) e facoltà del rimborso anticipato nelle date intermedie, qualora lo spot equipesato del basket sia pari o inferiore allo strike equipesato.

Attualmente osserviamo una distanza dalla barriera del 25%, distanza che si ridurrà a scadenza al 3,32% comportando sì il rischio di una rottura, ma assicurando il ricevimento delle cedole intermedie ed ipoteticamente, dell’intero rimborso del nominale con un rendimento complessivo (nel caso in cui la barriera non venga infranta e dato il prezzo ask a 7648,3€) del 51,66%.

BARRIERE DI CARTA

Questa classe di certificati è proiettata oltre la barriera, ma grazie ai prezzi molto sotto la pari e alla possibilità di incassare cedole fino alla probabile rottura, possono costituire un investimento altamente redditizio in caso di inversione del trend.

Ne è una dimostrazione il certificato Express Coupon Plus XS1669776657: con scadenza il 18/10/2019 presenta una ricca cedola semestrale a memoria del 3,5% (ottenibile qualora lo spot equipesato sia al di sotto del 170% dello strike medio, livello individuato come la barriera) con un possibile rimborso anticipato del nominale maggiorato del coupon del 8%. In tal caso la distanza attuale dalla barriera è del 26,23%, la quale verrà però infranta a scadenza (secondo le prospettive dei tassi) di un 2,53% garantendo, nell’intermezzo, il percepimento di 3 cedole più il nominale rettificato della performance negativa del sottostante, tenendo sempre in considerazione l’ acquisto a 6181,92€.